E proprio grazie ad un pizzino dello scorso 6 dicembre, ritrovato in casa della sorella Rosalia, sarebbe emerso un diario con il quadro clinico dell’uomo. Al suo interno sarebbero state scoperte date con operazioni subite, cicli di chemioterapia ed esami clinici.
Come sta l’ex boss
Matteo Messina Denaro è seguito da uno staff medico che, sin dal suo arresto, ha realizzato una sala vicino la cella in carcere, così da effettuare dietro le sbarre le terapie di chemioterapia. Continuano in ogni caso le indagini sulla lunga latitanza del vecchio boss, nonché su quanto accaduto in questi anni. Analisi su fiancheggiatori, risorse economiche e tanti altri elementi.
La stessa cosa riporta indietro la memoria al caso di Bernardo Provenzano, anche in quel caso il capomafia fu ricoverato all’interno di una struttura carceraria dell’ospedale di Parma. Il boss ha incontrato le sorelle in questi mesi e anche la figlia, poi il peggioramento delle condizioni di salute.
Nel frattempo, infatti, le condizioni di Matteo Messina Denaro si sarebbero aggravate nelle ultime settimane. Cerella ha ribadito che l’ex boss sarebbe stato costretto ad alimentarsi soltanto con succhi di frutta e altri integratori.
“Sul punto voglio evidenziare il lavoro straordinario, encomiabile che lo staff diretto dal professore Mutti porta avanti fin dal primo momento che ha preso in cura il mio cliente“, ha precisato l’avvocato del vecchio boss siciliana, originario della provincia di Trapani.
Il quadro clinico di Messina Denaro starebbe quindi peggiorando, a causa dei continui ricoveri, l’ultimo la scorsa settimana, da qui la richiesta dell’avvocato. E proprio la malattia avrebbe permesso agli investigatori e ai magistrati di giungere sulle sue tracce e di arrestarlo. Ciò sarebbe emerso da un pizzino, trovato in casa della sorella Rosalia. Sul pezzo di carta, infatti, è stato scoperto più di qualche dettaglio su esami, operazioni chirurgiche e anche i cicli di chemioterapia.