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Cronaca

TheBorderline: il guadagno degli youtuber sui video pericolosi. 30mila euro in un mese se sfidi la morte

Published by
Maria Teresa Bianco

Quanto guadagnano gli youtuber della società TheBorderline srl per ogni video pericoloso girato e postato sul web? Cifre da capogiro, e se la sfida è la morte il fatturato schizza alle stelle 

Le sfide che gli youtuberborderline” lanciano sono sempre più pericolose e hanno un solo obiettivo: fare tanti soldi. Questo meccanismo rischia di accrescere una corsa a contenuti sempre più folli per impressionare l’utente che guarda.

The Borderline, quanto guadagnano gli youtuber (ansa) free.it

Guardando i video postati sui social dei TheBorderline, i giovani youtuber coinvolti nell’incidente stradale che ha portato alla morte un bambino di 5 anni a Roma, il pensiero è quello di ragazzini che non sanno quello che fanno ma in realtà dietro a quei video c’è uno studio minuzioso svolto da un’attività imprenditoriale che porta a casa oltre 30mila euro al mese.

TheBorderline, video e soldi facili: l’obiettivo è sfidare la morte

La società TheBorderline Srl nasce il 27 giugno del 2022 a Roma. L’attività imprenditoriale prevede, come riporta stamani la Repubblica: “la conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari”. I soci della The Borderline, secondo la visura camerale, sono due: uno è Matteo Di Pietro, il 20enne che era alla guida del Suv Lamborghini che ha causato l’incidente mortale a Roma e che oggi è indagato per omicidio stradale.

The borderline, il fatturato degli youtuber appartenenti alla società (ansa) free.it

L’altro socio è il 21enne Leonardo che su LinkedIn si presenta come uno studente dell’Università Bocconi di Milano nonché imprenditore. Qualche mese fa proprio lui aveva postato un annuncio di lavoro sul suo profilo: “cercasi nuovi video editor”.

E sono proprio questi youtuber 20enni quelli che lanciano sfide al limite dell’impossibile come restare 50 ore su una zattera o su una Tesla. Lanciando queste sfide assurde The Borderline srl ha in soli sei mesi di attività, nel 2022, fatturato oltre 188.333 euro con 46.527 euro di utili. Se si scava più a fondo si scopre poi che la società negli ultimi tempi aveva ottenuto collaborazioni con altre note società dell’hi-tech e dei parchi tematici. Il loro canale YouTube conta 600mila iscritti. In pratica, la sfida delle 50 ore sul Suv Lamborghini non era una scelta fatta a casaccio da due ragazzini per conquistarsi qualche like bensì mirata a fare soldi.

La macchina perversa del web per fare soldi

Le challenge tra giovani ragazzi sono molte, troppe quelle segnalate come pericolosissime. A volte, alcune di queste sfide estreme finiscono male con la morte degli sfidanti o di chi non c’entra nulla, come nel caso del bambino di 5 anni deceduto proprio a causa di una di queste sfide lanciate dai due youtuber a Roma.

Gli esempi, purtroppo, sono molti: i video sui social propongono ragazzini che si sfidano ad attraversare la strada mentre passano le macchine, altri che si gettano sul cofano delle auto in corsa. Altri rimangono sui binari per andarsene all’ultimo secondo poco prima dell’arrivo del treno. E poi quelli che si filmano con il proprio cellulare mentre con la macchina vanno contromano. E la lista è infinita.

Ma nel caso dell’incidente stradale a Casal Palocco (Roma) c’è di più, perché se alcune challenge sono fatte davvero per cercare l’adrenalina in pratiche assurde e per accaparrarsi qualche visualizzazione in più, qui invece si nasconde una vera e propria attività imprenditoriale. Gli youtuber di TheBorderline raccontano di ispirarsi a Mr.Beast, un americano che ha un patrimonio che sfiora il miliardo e organizza sfide pericolose. Ma molti creator creano contenuti ben elaborati, altri stupidi ma non pericolosi. Quello che ora sta sfuggendo di mano è la sfrenata corsa alle visualizzazioni che, giorno dopo giorno, sta perdendo il controllo spingendo i youtuber a pratiche sempre più pericolose. Così, con il passare del tempo la monetizzazione diventa l’unico obiettivo di questi ragazzi. Un circolo vizioso che spinge a pubblicare sempre più contenuti, freschi e nuovi, senza fermare il pensiero e capire che a volte i soldi non valgono abbastanza se in ballo c’è la vita. Se poi quella sfida non la si vince e a vincere, invece, è la morte.

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