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Cristiano Ronaldo, altra grana: suo fratello lo mette nei guai: cosa è successo

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Alessandro Artuso

Problemi senza fine per la famiglia di Cristiano Ronaldo: nulla a che vedere con i risultati non così entusiasmanti raggiunti in Arabia con l’Al Nassr. Cosa è accaduto al campione portoghese.

Sarebbe 13.162 le maglie giudicate troppo simili alle originali, con su scritto Cristiano Ronaldo, con tanto di grafica identica a quelle autorizzate. E sarebbe proprio queste casacche ad aver messo nei guai il fratello maggiore del campione lusitano.

Ronaldo e i guai che riguardano il fratello: cosa c’entra CR7 (ANSA)

Si tratta a tutti gli effetti di una battaglia legale che va avanti ormai dal 2019, all’epoca dei fatti CR7 giocava con la Juventus. La Procura di Torino ha chiuso le indagini e mandato a processo  Hugo dos Santos Aveiro con l’accusa di truffa nei confronti dell’azienda Pegaso.

Cosa è accaduto

L’udienza è stata intanto fissata per il 20 giugno e il capo d’imputazione ripercorre il raggiro che sarebbe stato commesso in qualità di “legale rappresentante della società Mussara Gestao de Espacos e Eventos Lda“, titolare del marchio CR7Museum.

Il 25 luglio 2029 si sottoscrisse un contratto con Pegaso per acquisire la licenza del merchandising di Cristiano Ronaldo, nello specifico proprio quella CR7Museum, indicato come elemento che non sarebbe sufficiente per mostrare la differenza con le maglie invece prodotte, in via ufficiale, proprio dall’Adidas.

Fratello di CR7 nei guai (ANSA)

Proprio il fratello del giocatore avrebbe chiesto 650mila euro, nello specifico 630mila “versati con bonifico ancor prima della sottoscrizione del contratto” si legge nel decreto che lo cita in giudizio. Il produttore piemontese, così come ribadito dal pm Laura Longo, sarebbe stato “indotto in errore, iniziando a produrre 13mila maglie che riproducevano la grafica e il segno distintivo caratterizzati dalla personalizzazione Ronaldo“.

Di fatto Pegaso non sarebbe stata a conoscere del contratto relativo alla maglia ufficiale, pur ricevendo rassicurazioni da parte del fratello circa l’approvazione della produzione dalla società bianconera. In realtà, invece, il club non avrebbe mai dato il consenso.

Non è finita qui

Con un altro modus operandi avrebbe messo in atto una seconda fase del presunto raggiro. Avrebbe parlato di acquisire le 13.162 maglie, al prezzo di 4,5 euro cadauna, ribadendo che sarebbe state mandate al macero, invece “venivano poste in vendita sul mercato portoghese“, si legge.

Cristiano Ronaldo all’epoca della Juventus (ANSA)

Secondo l’accusa sarebbero state messe in vendita presso il Museo CR7 di Madeira alla cifra di 40 euro ciascuna. Emerge anche l’aggravantedi aver cagionato alla persona offesa (l’impresa Pegaso) un danno patrimoniale di rilevante gravità“.

Pegaso ha intanto ribadito di costituirsi parte civile e di difendersi grazie all’operato dell’avvocato Roberto Capra. Intanto si è concluso il processo civile in primo grado, vinto in questo caso dalla Juventus, ma le accuse fra Pegaso e Mussara Lda (società del fratello di CR7) continuano senza sosta.

CR7 e il periodo negativo in Arabia

L’ex attaccante di Sporting Lisbona, Real Madrid, Juventus e Manchester United ha deciso avviare una nuova esperienza calcistica, proprio a fine carriera, recandosi in Arabia Saudita per concludere una carriera costellata da tanti successi e prestigiosi trofei conquistati praticamente ovunque.

Sono in tutto quindici le partite giocate con il club saudita, 14 i gol e due gli assist vincenti, ma l’Al-Nassr è attualmente secondo a tre punti dall’Al-Ittihad, squadra prima in classifica nel campionato di Saudi Professional League 2022/2023. Ora c’è da affrontare la conclusione della stagione, senza però dimenticare quanto sta accadendo fuori dal rettangolo di gioco. Pur trattandosi del fratello, infatti, ci sarebbe in primo piano la sua reputazione, nonché la sua immagine mai messa in secondo piano, anche dal punto di vista del marketing.

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