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Cartelle esattoriali, sgambetto a Equitalia: buttarle non sempre è reato, lo studio della Cassazione

Published by
Andrea Desideri

Cartelle esattoriali, Equitalia spiazzata a causa di uno studio della Cassazione: disfarsi della documentazione senza pagare non è reato.

Le cartelle esattoriali sono sempre un argomento difficile. Il più delle volte spinoso a causa delle diverse sanatorie fiscali che si sono succedute negli anni. Il Governo Meloni non fa eccezione, ma la vicenda stavolta non è politica. Si tratta di un cavillo legale che riguarda colui che è stato già ribattezzato il Robin Hood dell’Emilia-Romagna: l’uomo in questione, su cui vige il massimo riserbo, per due volte si è reso protagonista di un atto rivoluzionario.

Cartelle esattoriali, cambia tutto (Pixabay)

Si può parlare di rivoluzione per come si sono svolti i fatti: il novello Robin avrebbe dovuto consegnare le cartelle esattoriali di ADER (Agenzia delle Entrate e Riscossione, che ha preso il posto di Equitalia) ai destinatari, invece ha preferito stralciarle. Uno strappo – in tutti i casi – alla regola.

Cartelle esattoriali, cambia tutto: il Robin Hood dell’Emilia-Romagna fa scuola

Cosa rischia sul piano formale? Fino a 4 anni di reclusione, ma non sconterà nemmeno un giorno di galera. La vicenda inizia nel 2014 non appena si viene a sapere questa dinamica: a rendere noto il meccanismo un cittadino (al di sopra di ogni sospetto) che trova i documenti stralciati in un campo.

Equitalia e ADER al centro della cronaca (ANSA)

La dinamica si espande fino a risalire all’autore dell’atto che una prima volta si è giustificato dicendo di non aver trovato i debitori in casa. L’atto è stato poi commesso una seconda volta in queste settimane, ma l’esito è stato il medesimo. Come mai? Perchè formalmente si può parlare di reato soltanto se qualcuno promuove querela.

Perchè non c’è stata denuncia

Significa che almeno uno dei diretti interessati avrebbe dovuto sporgere denuncia per non essersi visto recapitare la documentazione. Non è successo, anzi. I destinatari si sono ben guardati dal far partire la procedura per distruzione di corrispondenza. Quindi, sempre a livello formale, non è successo niente.

Il Robin Hood dell’Emilia-Romagna l’ha spuntata ancora. Questa vicenda dii contorni fiabeschi ha dimostrato che, di fronte alla buona fede, anche gli ingranaggi legislativi arretrano. Due volte è andata bene, la speranza è che non ce ne sia una terza. I rischi di ripercussioni sono elevatissimi, perchè anche la clemenza – purtroppo o per fortuna – ha un limite.

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