Colf e badanti, arriva la stretta. La retribuzione di collaboratori e collaboratrici domestiche cambia: cosa rischia chi non si adegua.
Colf e badanti in ascesa: il mercato di collaboratori e collaboratrici domestiche è in espansione, merito – per così dire – di una domanda sempre crescente che ha visto anche differenziare l’offerta. Prima il collaboratore domestico veniva visto solo come un ragazzo alla pari che doveva svolgere mansioni casalinghe, ora si chiede uno step in più: quello dell’assistenza.
Sempre più persone, infatti, hanno bisogno del ragazzo o la ragazza alla pari che assista una persona anziana. Questo per via delle procedure nelle RSA o negli ospedali: non tutte le case di riposo permettono di restare ospiti a lungo, molti pazienti tornano a casa, ma la loro convalescenza non è finita. Poi c’è l’altro caso: l’aiuto costante a chi non ce la fa più fisicamente.
Non si tratta semplicemente di disabilità, ma di tutto quel popolo di persone che si ritrova ad aver bisogno di assistenza nella manutenzione casalinga oltre che la cura della persona. Colf e badanti, quindi, sono la base su cui improntare l’immediato futuro di tutti coloro che devono assistere una persona cara e non solo.
Situazione che prevede un certo numero di accorgimenti dal punto di vista lavorativo: la normativa per mettere in regola i collaboratori domestici è precisa, per evitare ulteriore lucro le politiche sociali sono pronte a dare la stangata. Si comincia, innanzitutto, con la registrazione all’INPS con la mansione di collaboratore o collaboratrice domestica. Una volta appurato questo, occorre garantire delle tutele specifiche. A partire dal tipo di pagamento.
Si comincia da circa 200 euro per 3 badanti assunte per 10 ore a settimana part-time, fino ad arrivare a oltre 800 euro a trimestre per il tipo di lavoro convivente che prevede fino a 54 ore a settimana più vitto e alloggio. Le scadenze dei contributi continuano a essere un rebus: enigma che va risolto quanto prima per evitare sanzioni importanti.
Nella fattispecie, questo mese scade una delle 4 rate dei versamenti contributivi INPS. Accade ogni aprile. La prima rata dei contributi per collaboratori domestici deve essere versata dal 1° al 10 aprile corrente anno. Poi c’è il quarto trimestre che va dal 1° al 10 gennaio 2024.
Versare contributi è un obbligo, il cui mancato rispetto costa sanzioni pecuniarie che vanno dal 30 al 60% dei contributi evasi. Multe da 3000 euro sono la base delle eventuali sanzioni, che cambiano a seconda dei casi e prescindono dalla durata del rapporto di lavoro. Prendersi cura di chi ami non ha prezzo, ma certi numeri è meglio tenerli a mente.
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