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TikTok, allarme della Commissione Europea: dipendenti nel mirino | I rischi legati all’app

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Andrea Desideri

TikTok, la Commissione Europea prepara la stangata: nuovo ordine ai dipendenti per quanto riguarda il social cinese.

La Commissione Europea allerta i propri dipendenti: niente più TikTok. L’organo di Governo ha chiesto di disinstallare la nota app cinese per motivi di sicurezza. La principale ragione, per cui TikTok non sarebbe ben visto dai membri di commissione, sarebbe la fuga di notizie. Il colosso cinese, che sta spopolando non solo in Europa, è oggetto di indagine anche negli Stati Uniti.

Tikok nei guai: il social cinese sotto osservazione (ANSA)

In America è stato dato lo stesso ordine, dopo che hanno scoperto come attraverso il dispositivo è stato possibile tracciare i movimenti. Reperire notizie particolari a un giornalista. La Commissione UE teme per la propria tutela. I dipendenti devono assolutamente adeguarsi al nuovo tipo di condotta: le novità sul tracciamento dati non fanno piacere alla piattaforma che potrebbe veder calare le iscrizioni.

TikTok, la Commissione Europea lo vieta ai dipendenti

La comunicazione politica, di recente, si basa anche sull’uso di questi nuovi social media che fanno perno sulla forza della sintesi. Proprio questo – secondo le autorità – potrebbe veicolare messaggi sbagliati o peggio ancora favorire meccanismi distorti. La sicurezza informatica nelle sedi dell’Unione deve essere tutelata, pertanto la richiesta sarebbe senza appello: previste pesanti sanzioni per chi non si adegua.

TikTok nei guai: dati sensibili nel mirino (ANSA)

Nel mirino ci sarebbe ByteDance, la società madre di TikTok che avrebbe dimostrato di usare dati personali a proprio piacimento: la facilità di entrare in profili dirigenziali per determinare profili è la componente che ha allarmato USA ed Europa. Il guaio era già cominciato – in America – sotto l’egida di Trump. Un gruppo di giovanissimi aveva disertato – invitando a fare lo stesso al popolo del Web – un comizio dell’ex Presidente USA.

È bastato entrare in canali specifici per creare un corto circuito in grado di sabotare l’evento pubblico. Il punto è proprio questo: se ce l’hanno fatta un gruppo di ragazzi, cosa possono fare degli esperti con dati importanti nelle mani? L’Europa si adegua e i dipendenti della Commissione provvedono alla cancellazione dell’app dai propri dispositivi: il problema della privacy va gestito, dato che la promozione politica passa anche (forse soprattutto) dai social. TikTok resta un enigma: rebus al quale non c’è risposta, per il momento, se non quella di passare oltre.

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