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La Russa, il retroscena con Vladimir Luxuria: “Non è omofobo, abbiamo fatto…”

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Andrea Desideri

La Russa è ancora nel mirino per le parole pronunciate a Belve: Vladimir Luxuria, sua ex collega in Parlamento, racconta un retroscena.

Ignazio La Russa è oggetto di critica per le parole pronunciate in diretta tv nel corso del programma Belve: “Se avessi un figlio gay – dichiara il Presidente del Senato – mi dispiacerebbe. Spero sia etero come me, se vuole una risposta sincera gliela do”. Così si riferiva a Francesca Fagnani. Le polemiche sono divampate in un attimo: lo scherno più diffuso per gli atteggiamenti di La Russa ha preso piede dentro e fuori i social.

Ignazio La Russa ancora oggetto di critiche (ANSA)

Non tutti sono contro il noto esponente di Fratelli D’Italia. A difenderlo è una inaspettata collega, per anni all’opposizione, ma stavolta al suo fianco: Vladimir Luxuria, politica e attivista transessuale, si schiera con il rappresentante di Centrodestra. “Non credo sia omofobo”, sottolinea. “Altrimenti – prosegue – non potrei più guardarmi allo specchio. Mi è stato vicino molte volte. Una in particolare la ricordo con piacere”.

La Russa omofobo? Luxuria non ci sta, l’ex collega lo difende

L’aneddoto che l’attivista racconta a Libero è particolare: “Avevo bisogno di una mano ai tempi in cui ero parlamentare – racconta Luxuria lo chiamai a proposito di una ragazza siciliana che era emigrata al nord. Anche lei transessuale. I genitori non avevano accettato la cosa: il padre e il fratello, innanzitutto”. Il racconto continua su questo versante: “Non riusciva a tornare in Sicilia perché il padre glielo aveva impedito”.

Il Presidente del Senato al centro delle polemiche (ANSA)

“La ragazza aveva bisogno di tornare a casa poiché sua mamma stava male e voleva starle vicino, senza rischiare l’incolumità. Il Comune di residenza della giovane era in mano a un amico intimo di Ignazio che lo chiamò immediatamente e si preoccupò affinché la donna venisse scortata dalle Forze dell’Ordine fino a destinazione”.

“Inoltre parlò addirittura con il padre riuscendo a convincerlo di questo cambiamento di quella che era divenuta figlia”. Un aneddoto complesso e, in qualche maniera, curioso. La vicenda potrebbe servire a “scagionare” il politico dall’impasse mediatico. Anche se, per come è sedimentata la situazione, ci vorrà ben altro per dimenticare determinate esternazioni.

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