Giulia e Alessia, la morte delle sorelle travolte dal treno a Riccione: “Tragica fatalità” | La reazione del padre commuove

Dopo mesi dalla tragica morte di Giulia e Alessia Pisano, le due sorelle travolte da un treno a Riccione, si chiudono le indagini sul caso che aveva suscitato molto clamore. Le reazioni del padre delle ragazze contro gli attacchi del web

Si è per fortuna fatta chiarezza, e ora Giulia e Alessia, le due giovani sorelle travolte il 31 luglio scorso da un treno a Riccione, possono riposare in pace.

Giulia e Alessia Pisano, chiesta l’archiviazione per la loro morte

Giulia e Alessia, arriva l’archiviazione, per il loro caso

Sono passati cinque mesi dalla una tragedia che ha scosso l’Italia intera, e che ha visto due sorelle, Giulia e Alessia Pisano, morire giovanissime travolte da un treno, dopo una serata passata in discoteca a Riccione. Oltre al dolore della famiglia, a quell’evento si era aggiunto, per i genitori, lo scherno e le insinuazioni degli haters. Era le 7 di mattina del 31 luglio, quando le due vennero travolte e uccise da un Frecciarossa, dopo aver passato la serata in una delle tante discoteche di Riccione. Dopo il primo momento di sconcerto, non erano state le indagini a rivelare cosa fosse successo, ma gli haters sui social.

Addirittura, nelle ore successive all’incidente, il comune di Riccione fu costretto a bloccare alcuni utenti per il tono dei commenti messi sotto le pagine ufficiali dell’amministrazione comunale. Le ragazze vennero attaccate per lo stato fisico, supponendo che per finire travolte dal treno, potevano aver fatto uso di alcool o droga. Ma non solo, alcuni sono arrivati anche a spingersi verso un caso di suicidio.

Giulia e Alessia Pisani, chiarite le circostanze della morte

Giulia e Alessia, finalmente la verità

Ora finalmente si fa chiarezza, a cominciare dal macchinista del treno che è stato scagionato, anche se sin da subito, la visione della “scatola nera” a bordo del treno, aveva escluso qualsiasi sua responsabilità. Ma c’è molto i più, le indagini svolte in questi mesi, hanno dimostrato che le due ragazze di 15 e 17 anni, non avevano assunto né alcol né droga e tantomeno il fatto sarebbe riconducibile ad un gesto estremo sia di una che di entrambe. Per questo motivo, la procura della Repubblica di Rimini ha chiesto l’archiviazione dell’indagine per voce della procuratrice capo Elisabetta Melotti: “Non sono emersi elementi che potessero far pensare ad un intento suicidario delle due ragazze“.

Il fatto sarebbe quindi dovuto ad una “tragica fatalità“. Commoventi le parole del padre delle due ragazze:”Non provo rabbia per chi insinuava il contrario“. L’avvocato della famiglia Pisano ha rilasciato una dichiarazione, comunicando la volontà della famiglia delle due a non opporsi alla richiesta di archiviazione, che andrà ora al vaglio del Gip.