Variante Kraken, l’Oms mette in guardia sul numero dei casi | Crescono in Europa in maniera significativa

La nuova variante Kraken, la cosidetta XBB.1.5 è attenzionata dall’Oms, dopo la rapida diffusione in America. Il responsabile della regione Europea, mette in allarme gli Stati per la possibile velocità di infezione.

Il Covid non accenna a diminuire, anzi, le notizie che arrivano dalla Cina non sono certo confortanti, e mettono in pre-allarme su una nuova ondata. A preoccupare in questo momento è però la nuova variante Kraken, che dopo l’America, sta velocemente invadendo anche l’Europa.

Variante Kraken, c’è timore per la sua diffusione

Variante Kraken, di cosa si tratta?

Le parole di Hans Henri Kluge, direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, stanno mettendo in allarme i Paesi Europei per una nuova ondata di Covid che sta già preoccupando l’America, dovuta alla diffusione della variante Kraken. Dati recenti di alcuni di Paesi stanno iniziando a indicare la crescente presenza della variante ricombinante XBB.1.5, la cosiddetta Kraken, che si sta già diffondendo rapidamente in Usa. I casi di XBB.1.5. nella nostra regione vengono rilevati in numero piccolo ma crescente e stiamo lavorando per valutarne il potenziale impatto“. 

La Kraken, che prende il nome dal mostro marino della mitologia scandinava, sarebbe una sorta di ricombinazione, una sovrapposizione delle precedenti varianti BA.2.10.1 e BA.2.75 entrambe singolarmente capaci di eludere gli anticorpi sviluppati con il vaccino. Da qui il timore per questo “mostro” a iniziare dal nome,  sarebbe in grado di poter dar vita ad una nuova ondata di Covid, che vista la diminuzione delle restrizioni, starebbe arrivando dall’America in Europa. 

Variante Kraken, cosa fare per proteggersi

Ha parlato di questo sempre Hans Henri Kluge, nella prima conferenza stampa del 2023, per fare il punto della situazione sul Covid, invitando tutti i Paesi europei ad aumentare la sorveglianza anche per evitare la nascita di ulteriori varianti. Ed è proprio  l’allentamento delle restrizioni ad aver creato l’arrivo della variante Kraken che, come le precedenti si stima diventerà, quella più diffusa. 

Molti paesi della nostra regione hanno notevolmente ridotto la loro capacità di sorveglianza per il Covid-19. Nelle prime 5 settimane del 2022, le informazioni sulle varianti su 1,2 milioni di casi sono state inviate all’Oms come parte dei dati di sorveglianza settimanali. Tuttavia, tale numero è sceso a circa 90mila casi nelle ultime 5 settimane dell’anno. Lodiamo i paesi europei che hanno mantenuto una forte sorveglianza genomica, tra cui Danimarca, Francia, Germania e Regno Unito“. 

Anticipare il Virus per proteggere gli Stati

Dopo tre lunghi anni di pandemia – ha proseguito – Non possiamo permetterci ulteriori pressioni sui nostri sistemi sanitari. Una tale minaccia potrebbe provenire da una nuova variante, ovunque e in qualsiasi momento, anche qui in Europa e in Asia centrale. Sulla base delle lezioni apprese, dobbiamo essere in grado di anticipare, rilevare e rispondere in tempo. Questo vale non solo per Sars-CoV-2, ma per qualsiasi minaccia emergente per la salute“.

Al contrario di quello che può sembrare però, c’è una buona notizia. La Cina, nonostante l’aumento esponenziale dei casi di Covid, non rappresenta un problema per l’Europa. Scientificamente non c’è una minaccia imminente, perché le varanti in circolazione in Cina sono le stesse che circolano in Europa“, ha  rassicurato Hans Kluge

È allarme per la diffusione della nuova variante Kraken

Le misure da prendere

Il direttore dell’Oms Europa. ha quindi poi ricordato le 5 misure preventive consigliate, che fino ad ora si sono dimostrate efficaci per contrastare la diffusione del virus. “Aumento della diffusione del vaccino nella popolazione generale; somministrare ulteriori dosi di vaccino ai gruppi prioritari; promuovere l’uso della mascherina all’interno e nei trasporti pubblici; ventilare gli spazi affollati e pubblici come scuole, bar e ristoranti, uffici open space e trasporti pubblici; fornire terapie precoci e appropriate ai pazienti a rischio di malattia grave. Tre sono le parole ‘chiave’ da seguire -ha concluso- mentre entriamo nel quarto anno della pandemia per garantire un futuro più sano e sicuro per tutti: Scienza, Sorveglianza, Responsabilità”