Pensioni, via libera alle rivalutazioni | Chi ne può beneficiare e da quando

Quando arrivano gli aumenti delle pensioni in conto corrente. Ad interessare milioni di percettori del trattamento sono le rivalutazioni di cui si parla da tanto, complete fino a 4 volte gli importi minimi.

Le rivalutazioni delle pensioni, ferme al palo da diversi anni e messe a dura prova dal carovita, stanno per giungere alla prova dei fatti. La crisi energetica, così come pure l’inflazione galoppate hanno eroso di molto i risparmi degli italiani.

Quando saranno versati gli aumenti pensionistici
Quando saranno versati gli aumenti pensionistici – Free.it Px

Da ormai 3 anni le tasche dei connazionali sono state provate da ogni sorta di calamità economica. Prima l’avvento della pandemia, poi la guerra in Ucraina e il caro energia, hanno costituito insieme due fenomeni micidiali che hanno aggravato la perdita di potere di acquisto degli italiani. I pensionati sono stati tra le categorie più colpite. Adesso le rivalutazioni tante volte annunciate potrebbero rappresentare una boccata di ossigeno per larga parte della popolazione.

Pensioni: a quanto ammontano le rivalutazioni

Da dicembre scorso è scattato il conto alla rovescia. Ancora un po’ e gli aumenti pensionistici saranno una realtà. Acclarato che gli incrementi non partiranno con l’inizio dell’anno, milioni di pensionati dovranno portare pazienza e stringere i denti. Gli aumenti giungeranno molto presto. Questi saranno inoltre pieni fino agli importi 4 volte il minimo (2.101,52 €). La percentuale prevista di rivalutazione è quindi del 7,3%. Nulla di simile a memoria negli ultimi anni.

Per i trattamenti tra 4 e 5 volte la minima, l’aumento sarà dell’85%. Del 53% invece per quelli 5 e 6 volte la cifra minima. Oltre questa soglia scenderà al 47% e poi in proporzione al 37% e via così al 32% fino a 10 volte la minima. Le pensioni di 5.253 euro al mese riceveranno il 2,33% di incremento.

Quando saranno versati gli aumenti pensionistici
Quando saranno versati gli aumenti pensionistici – Free.it AnsaFoto

Quando si riceveranno gli adeguamenti degli assegni

Un importante provvedimento del Governo è stato quello riguardante le pensioni minime. Per quanto restino ancora insufficienti è stato mosso un primo passo con l’incremento degli importi da 525, 38 euro a 570 nel 2023 e 580 nel 2024. Ancora nella Manovra è stato stabilito che per i titolari di assegni con 75 anni o più, solo per il 2023 ci sarà un ulteriore aumento del 6,45 %. la pensione minima salirà pertanto a 600 euro. Per vedere gli accreditamenti occorrerà presumibilmente aspettare febbraio, quando verranno versati anche gli arretrati. Ciò perché la manovra è stata approvata in extremis.

Per alcune fasce occorrerà attendere di più: “Poiché nel disegno di legge di Bilancio 2023 sono previsti interventi volti a rimodulare le modalità di attribuzione della rivalutazione automatica per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici superiori quattro volte il trattamento minimo”. Questo “per evitare la corresponsione di somme potenzialmente indebite, la rivalutazione è stata attribuita a tutti i beneficiari il cui importo cumulato di pensione sia compreso nel limite di quattro volte il trattamento minimo”. Ancora si legge: “Per i pensionati il cui trattamento pensionistico cumulato è superiore a questo limite, la rivalutazione sarà attribuita sulla prima rata utile”.