Qatargate, la confessione di Giorgi sui soldi inguaia la compagna Eva Kaili

Qatargate, Francesco Giorgi parla e mette nei guai la compagna Eva Kaili: “Estranea ma sapeva da dove arrivavano i soldi”. Lo scandalo si allarga anche a Marocco e Mauritania.

La collaborazione con il Qatar è cominciata all’inizio del 2019. Francesco Giorgi dice tutto, vuota il sacco. Ricostruisce passo dopo passo la nascita della rete internazionale di euro-corruzione portata alla luce dal Qatargate.

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Qatargate, Giorgi confessa e mette nei guai Kaili | “Sapeva dei soldi”

Il racconto dell’assistente parlamentare inchioda l’ex capo Pier Antonio Panzeri e la compagna Eva Kaili, ex vicepresidente dell’eurocamera destituita due settimane fa. Secondo quanto riferito da Giorgi agli inquirenti la greca “era a conoscenza dell’origine del denaro” che il fidanzato nascondeva nell’appartamento di rue Wiertz nel quale i due vivevano insieme.

Poi prova ad ammorbidire parzialmente la posizione di Kaili: “Eva è estranea a questa rete. Anzi, mi ha chiesto più volte di smettere”. Ma è evidente che l’ex vicepresidente del Parlamento europeo non poteva essere all’oscuro di quanto fatto dal compagno. Nei primi mesi del 2019 “abbiamo definito gli importi, che ho qualche difficoltà a ricordare, per i nostri interventi”. Somme corrisposte comunque “in contanti”.

Qatargate, la ricostruzione di Giorgi: coinvolti anche Marocco e Mauritania

Non solo Doha. Nel calderone del Qatargate finiscono anche Marocco e Mauritania. Giorgi racconta di un’intesa con Rabat che stabiliva “che avremmo lavorato per evitare risoluzioni del Parlamento contro il Paese, in cambio di 50mila euro.

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Qatargate, la ricostruzione di Giorgi: coinvolti anche Marocco e Mauritania

Per il Marocco l’uomo di riferimento sarebbe stato l’Ambasciatore marocchino in Polonia Abderrahim Atmoun, presente in diverse foto con gli stessi Giorgi e Panzeri. La Mauritania invece ha “un problema d’immagine”. Motivo per cui si è rivolta a Panzeri. “Ho affittato il mio appartamento all’Ambasciatore”, spiega l’assistente parlamentare. L’affitto rappresentava la sua retribuzione. “Quella era la mia controparte. Panzeri ha invece incassato 25mila euro in contanti.

Nel frattempo Andrea Cozzolino nonostante non sia indagato, dopo essersi auto-sospeso dai ruoli nel gruppo S&D e dalla presidenza della delegazione per le relazioni con i Paesi del Maghreb, ha chiesto di essere sentito dagli inquirenti.

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