Trapani e l’omicidio della giovane Maria il giorno della vigilia di Natale. Ricostruisce i fatti il marito, pescatore di 63 anni. Ai magistrati racconta la sua rabbia e dice “Ho visto un fantasma”
Ha ucciso Maria con 12 coltellate all’addome. L’ha uccisa alla vigilia di Natale perchè Maria non voleva più quella relazione.
La donna, che aveva soltanto 29 anni e tutta la vita davanti, ora non può raccontare cosa abbia vissuto prima e durante gli attimi fatali che l’hanno portata via da questo mondo. Prima che la mano di suo marito decidesse, armata, per lei. L’ennesimo femminicidio nel 2022 per il quale è indagato Ernesto favara, ex pescatore di 63 anni, che davanti ai pm che hanno confermato il suo arresto scattato negli attimi immediatamente successivi al delitto, ora racconta la sua versione dei fatti: la rabbia, le liti presunte, la voglia di Maria di andare via di casa. Anche senza i figli.
Un omicidio efferato, si dice e si scrive sempre cosi. Ma gli omicidi spesso hanno questa matrice. La violenza cieca scoppia il 24 dicembre nella casa a Marinella di Selinunte, provincia di Trapani, dove Maria Amatuzzo ed Ernesto Favara vivevano insieme. Cosa ha raccontato il marito di Maria ai pm che dovevano decidere per la convalida del suo arresto? Come riporta anche il quotidiano Leggo nella versione on line, l’uomo avrebbe detto delle discussioni avvenute alcuni momenti prima che la tragedia si compisse “lei mi ha ribadito che se ne sarebbe andata da casa per sempre, accontentandosi di vedere i bambini per un’ora a settimana…” . Davanti a quelle parole che sapevano per Maria di decisione e libertà, Ernesto dice “In quel momento ho visto un fantasma”.
L’ex pescatore siciliano durante l’interrogatorio ripercorre non solo quello che è successo alla vigilia di Natale, ma anche il rapporto burrascoso vissuto soprattutto negli ultimi mesi tra moglie e marito. Un rapporto caratterizzato da separazioni e ritorni sotto lo stesso tetto. “Dal 27 agosto era andata via da casa diverse volte” dice Il marito di Maria. Un delitto dunque che forse non sarebbe stato d’impeto? Ernesto Favara aveva accumulato rabbia, delusione, frustrazione e anche pensieri pericolosi come quelli che lo hanno portato ad ammazzare la donna? Cosa è successo esattamente 4 giorni fa? Come è trascorsa la giornata di Ernesto e quella di Maria?
Il 23 dicembre l’uomo va a trovare i figli suoi e di Maria, che si trovavano e si trovano ancora in una comunità alloggio. Voleva dare loro i regali di Natale. Il giorno della vigilia, Ernesto chiama di nuovo i bambini, intorno all’ora di pranzo, mentre Maria torna a casa, dove appunto come scritto anche sopra sarebbe scoppiata la grossa lite. Da lì a poco arrivano i carabinieri. A chiamarli sono stati i vicini di casa della coppia. Maria gridava. Le sue urla strazianti hanno richiamato l’attenzione di chi in quel momento assisteva inconsapevole alla tragedia che si stava consumando. Quando i miliari arrivano, Ernesto brandiva ancora in mano un grosso coltello da cucina. Con l’arma avrebbe ucciso la sua giovanissima moglie.
Chi era Ernesto Favara, quale è stato il suo passato? Era stato uno dei pescatori che avevano fatto la storia della Marina di Selinunte. Per anni e anni aveva praticato la pesca, “ma negli ultimi tempi lo abbiamo visto poche volte, partecipava molto di rado alle nostre attività”. A dirlo Giacomo Russo, presidente del Comitato Sacro Cuore di Maria, come riportato anche da Leggo. L’uomo ormai in pensione aveva però comprato un carretto tre ruote col quale vendeva pesce nei punti strategici della borgata. Maria, la povera vittima di questo dramma familiare, lo aiutava nel lavoro.
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