Una confessione shock quella di un ex pusher di Gbl, la droga dello stupro. Tra i clienti più affezionati spuntano architetti, politici ma anche uomini della chiesa
Nella maxi inchiesta della Polaria sulla droga dello stupro (Gbl) e i chemsex party a Roma e in altre città d’Italia Federico racconta a la Repubblica la sua storia da ex pusher. Oggi 30enne è finito nella stessa indagine che ha coinvolto dal neurologo del San Camillo alla sorella di Ornella Muti, Claudia Rivelli.
Tutto inizia con un party a cui il pusher era stato invitato quattro anni fa. Siamo in zona Trastevere e Federico confessa che, prima di allora, si era sempre tenuto alla larga da quel genere di eventi dove i rapporti sessuali occasionali mescolati alla droga la facevano da padrone.
“Quella sera davanti a me c’erano una decina di persone strafatte di Gbl. Io ero una nota stonata. Non ne avevo mai fatto uso. Uno dei partecipanti è stato convincente e ho preso il Gbl. La droga mi ha dato la sensazione di essere particolarmente brillo. Qualsiasi cosa vedessi attorno a me era un richiamo sessuale molto forte che facevo fatica a gestire. Il buonsenso è caduto, avevo desideri perversi”.
Il pusher racconta come, da quel primo party romano a base di Gbl e sesso occasionale, aveva detto basta. “Ero in un girone della perversione, in un giorno ho avuto anche cinque rapporti sessuali diversi”. A quei festini non si pagava nulla, la droga veniva offerta in cambio dei rapporti sessuali. I party avvenivano nelle case di chi spacciava quella roba.
Si tratta di personaggi facoltosi, gente altolocata come avvocati di prestigio, architetti, politici, giornalisti, medici. Tra questi spunta anche un parroco di una chiesa. Le abitazioni erano nei quartieri più Inn della Capitale: tra Trastevere, Rione Monti e Piazza della Repubblica. Dopo un anno di quella vita, Federico racconta il disastro della tossicodipendenza e la conoscenza con uno spacciatore che forniva proprio quel genere di droga sintetica.
Poi Federico confessa: “Ho scoperto il segreto di Fatima. Ovvero ho conosciuto chi forniva le sostanze stupefacenti a prezzo di stock e dal quel momento mi sono attivato. A Barcellona ho conosciuto i fornitori. Facevo trasferte tra Olanda e Spagna con cadenza trimestrale. Da Rotterdam imbarcavo il Gbl”. Poi arriva l’arresto e, spiega il 30enne: “Quello è stato il momento in cui mi sono fermato. I primi due mesi sono stati terribili per le crisi di astinenza. Ora ne sono uscito e voglio dedicarmi al recupero dei tossicodipendenti”.
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