Instagramdown, il crollo del social nei giorni scorsi ha creato ingenti danni a coloro che usano le piattaforme: i problemi non sono finiti.
Instagramdown, una semplice parola può dare inizio al possibile finale di un film distopico. Invece è tutto vero: i social si ribellano, i follower sono la nuova merce di scambio e i conti non tornano. Nel senso che se si bloccano le piattaforme, alcuni (più di quanto si possa immaginare) non lavorano più: meno soldi, meno certezze e nuove insicurezze con cui fare l’abitudine.
Ne sa qualcosa Zuckerberg che, nel giro di 24 ore, non solo ha dovuto fare i conti con gli insulti di mezzo mondo, ma ha anche constatato come la concorrenza sia spietata. Elon Musk – con una strategia capillare che ha alla base di tutto il funzionamento perenne dei dispositivi – sta portando tutti su Twitter. Unica isola felice in questo marasma da terziario avanzato. I software di Meta stanno facendo i capricci: questo non è solo un vizio da debellare, ma proprio un’emergenza con cui fare i conti.
Se Instagram cessa di funzionare, determinate professioni non hanno più senso: cambia la pubblicità e si modifica una parte (importante) del marketing. Il contesto sociale attuale ha abituato le comunità a cambiamenti costanti, ma in maniera relativamente graduale. Se in 24 ore si spegne tutto e idealmente occorre reinventare nuovi stilemi a tempo di record, oppure l’alternativa è fare un balzo indietro di 15 anni, il problema esiste ed è più grave del previsto.
Ecco perché Zuckerberg, a ogni guasto, perde i miliardi: gli sponsor non investono più e determinati partner cominciano a scappare da Instagram. Se la vetrina non funziona, si cambia esposizione: questo principio ha fatto tremare parecchia gente in America e non solo nel giro di una giornata.
I guai non sono finiti: Instagram ha rimesso i follower al proprio posto e riattivato gli account bloccati (centinaia di migliaia) per errore. Le criticità, però, non si placano: nella ricerca dei follower, disponibile su ogni profilo, spesso accade di non trovare in lista le persone desiderate. Anche se sono tornate a tutti gli effetti tra i follower.
Questo è un bel problema, soprattutto per chi è costretto a gestire più profili: se un account scompare dall’indicizzazione generale, è un problema trovarlo. Quindi qualunque tipo di attività svolga verrà messa in ombra. Dal quartier generale della piattaforma fanno sapere di essere al lavoro per sistemare le cose, ogni minuto che passa, tuttavia, sono investimenti che calano. A differenza della Borsa, i tempi – nella piazza telematica – sono molto meno dilatati.
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