L’auto con a bordo l’uomo che ha investito e ucciso le due giovani turiste belghe a Roma è stato arrestato. Nel frattempo, dopo l’atroce fatto spunta una rivelazione drammatica su Wibe, una delle due vittime
L’atroce omicidio stradale avvenuto tra la notte di sabato e domenica scorsa ha visto perdere la vita a due giovani turiste belghe. Jessy e Wibe erano due amiche arrivate a Roma per una vacanza spensierata. Quella sera il destino beffardo si è preso gioco di loro, facendole uscire da quell’auto a noleggio per prestare soccorso ad un altro incidente appena avvenuto.
Nel farlo, le due ragazze di 24 e 25 anni, hanno perso la vita. Sulla bretella dell’autostrada A24 all’altezza dell’uscita di Tor Cervara (Roma), un’auto pirata è sopraggiunta a folle velocità investendo le due donne. Un attimo dopo, la morte. Il pirata della strada ha lasciato l’auto ed è corso a piedi ma è stato raggiunto dalla polizia stradale intervenuta sul posto. Ora è accusato di omicidio stradale.
Si tratta di un 45enne con precedenti. Quello che invece ancora non si sapeva è che a perdere la vita, in quel tragico incidente, non sono state solo le due turiste belghe. La notizia riguarda una delle due amiche, Wibe. E quello che si è appena scoperto rende ancora più atroce l’intera vicenda già di per sé drammatica.
L’evento tragico delle due turiste belghe ha sconvolto l’opinione pubblica nazionale. Le due amiche, morte per colpa di un pirata della strada nella periferia est della Capitale, erano piene di vita. Vite spezzate barbaramente da un 45enne pregiudicato che non si è degnato neanche di fermare la sua folle corsa per prestare soccorso.
Sul braccio di una delle due vittime, Wibe Bijls, un tatuaggio con la scritta in italiano: “La vita è bella”. Un monito che la 25enne belga aveva impresso così forte dentro di sé da tatuarselo. Chef di professione, Wibe lavorava in un ristorante dopo il diploma preso nella scuola di Courtrai, cittadina delle Fiandre in Belgio dove viveva con la sua famiglia. Mentre la sua amica Jessy, deceduta con lei, era una cameriera in quello stesso ristorante.
Di Wibe si sa poco: un passato difficile dopo la prematura scomparsa della mamma quando lei era ancora una bambina. Una vita che l’ha penalizzata sin da subito togliendole la figura più importante per una figlia: la madre. Ma la vita, a volte, sorprende. Infatti, come riporta il Messaggero, Wibe al momento dell’incidente stradale era in dolce attesa. In grembo portava un feto di sedici settimane e presto sarebbe diventata mamma. A riferirlo il fratello e gli amici della giovane chef. A perdere la vita, su quel manto stradale non sono state due persone. Le vittime sono tre.
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