Reddito di cittadinanza, ecco chi lo prenderà nel governo Meloni | I punti importanti della sua proposta

A pochi giorni dalla vittoria del centrodestra, si inizia a chiarire il futuro del reddito di cittadinanza, cardine della campagna elettorale di Fratelli d’Italia. Molto probabilmente verrà cancellato ma non per tutti. Chi ne avrà diritto e continuerà a prenderlo.

Con la vittoria de centrodestra si apre ora il dibattito sul reddito di cittadinanza, che molto probabilmente verrà cancellato, e cambierà nome, ma non per tutti. Ecco chi verrà escluso dalla riforma Meloni e chi invece vedrà l’importo aumentato. Nel dettaglio, come riportato da diversi esponenti di Fratelli d’Italia, l’intenzione è di spacchettare il reddito di cittadinanza in almeno due misure, riconoscendo il sostegno economico con lo stesso attuale modo, ma soltanto a coloro che non possono lavorare.

Cosa cambia sul reddito di cittadinanza

Cosa succede a chi è abile al lavoro

Questa, per il momento, è l’unica indicazione che ci viene data rispetto a coloro che continueranno a godere del reddito di cittadinanza, o comunque di un altro sostegno economico chiamato diversamente, anche sotto il governo Meloni, mentre per tutti coloro che sono in condizione di poter lavorare, non ci sarà un sostegno economico bensì la possibilità di prendere parte a corsi di formazione e di essere assunti grazie a incentivi statali.

Oggi il reddito di cittadinanza in Italia ha un costo annuo superiore ai 10 miliardi di euro: l’intenzione di Fratelli d’Italia è di tagliare le risorse destinandone una parte alla realizzazione di un nuovo incentivo per l’assunzione, così da dare un lavoro a chi fino oggi ha continuato a prendere il Rdc senza però avere prospettiva di un impiego. Uno stipendio permette di richiedere un mutuo, il reddito di cittadinanza no”, spiega il deputato Walter Rizzetto.

Le categorie che lo riceveranno

Ovviamente si rimane su un piano ipotetico visto che al momento non ci sono basi reali su cui poggiare le ipotesi, ma sempre Walter Rizzetto ha rassicurato tutte quelle famiglie che fino a oggi hanno goduto del reddito di cittadinanza spiegando loro che anche in caso di riforma verrà mantenuta una misura di sussidio, ma solamente per coloro che sono inabili al lavoro.

Non conoscendo la platea ci si può al momento basare su quanto previsto ad oggi dalla normativa vigente che esonera dal rispetto degli obblighi previsti dal reddito di cittadinanza a coloro che: hanno compiuto i 65 anni di età; hanno un’invalidità con percentuale superiore al 45%; assistono una persona con grave disabilità inserita nello stesso nucleo familiare; si prendono cura di un minore di 3 anni inserito nello stesso nucleo familiare; sono in stato di gravidanza o comunque hanno problemi di salute tali da impedire lo svolgimento di una qualsiasi attività lavorativa.

Nuove norme per i percettori del reddito di cittadinanza

Diminuisce la percentuale dei riceventi ma aumenta la retribuzione

Se queste categorie verranno riconfermate, il sostegno rimarrà e verrà addirittura aumentato l’importo a loro riconosciuto. Un piano confermato anche da Maurizio Leo, responsabile economico di Fratelli d’Italia, il quale ha spiegato che la parte di risorse oggi stanziate per riconoscere il contributo alle persone fragili e che non possono lavorare, non verrà toccata.