Migranti, nuova tragedia | Non solo naufragi, si muore anche di sete

Ancora vittime innocenti durante la traversata per raggiungere l’Italia. Stavolta non per colpa di un naufragio ma per mancanza di acqua. La triste avventura di donne e bambini durante i viaggi della speranza.

Si è ancora una volta costretti a registrare una ennesima tragedia di migranti. Il Mar Mediterraneo si conferma nuovamente la tomba di coloro che inseguono ad ogni costo un futuro migliore.

Gommone di migranti
Nuova tragedia di migranti – Fb

Stavolta il rinvenimento dei corpi è avvenuto in Sicilia, nelle acqua di Pozzallo. Al personale della Guardia Costiera si è subito aperto uno scenario drammatico, soprattutto per la giovane età delle vittime.

Una nuova tragedia: chi sono i morti

Sei in tutto le vittime. Stavolta si tratta di due piccoli di uno e due anni, di un dodicenne e di tre donne. Una di loro lascia due figli completamente da soli. Il resto dell’equipaggio del barcone si è salvato ma versa in condizioni critiche con ustioni anche molto gravi. I sopravvissuti sono stati soccorsi dallo staff di Unhcr. Il barcone era partito dalle coste della Turchia con l’intento di dirigersi verso l’Italia. Durante il viaggio si è subito avvertita la mancanza di sufficienti scorte di acqua, così a rimetterci sono stati donne e bambini. I corpi sono stati recuperati a Pozzallo dai militari della Guardia Costiera. I cadaveri giacevano ancora sulla barca utilizzata per la traversata.

Una disgrazia dietro l’altra

A delineare i contorni della tragica vicenda è intervenuta Chiara Cardoletti, in rappresentanza di Unhcr. La donna ha dichiarato che “Sei rifugiati siriani, tra cui bambini, donne e adolescenti, hanno perso la vita in mare. Sono morti di sete, fame e gravi ustioni – continua Cardoletti – Questo è inaccettabile. Rafforzare i soccorsi in mare è l’unico modo per prevenire queste tragedie” – conclude.

Barcone di migranti
Nuova tragedia di migranti – Fb

Gli altri 26 sopravvissuti hanno riportato importanti ustioni ed evidenti segni di disidratazione e sono al momento assistiti dal personale dell’agenzia ONU Unhcr. Sembrerebbero tutti siriani e afghani. Il dramma è avvenuto pochi giorni dopo un’altra disgrazia. Quella di Loujin, la bimba siriana morta di sete il 6 settembre scorso. Lei e la sua famiglia si erano imbarcate vagando per circa dieci giorni in mezzo al mare, senza che nessuno si attivasse nonostante le richieste di aiuto.