Orietta Berti nel mirino delle autorità, dopo la Polizia anche il Codacons | Carriera in tv a rischio

Anche Orietta Berti finisce nel mirino del Codacons. Alla cantante è stata contestato un post social pubblicato su Twitter. Non è il primo guaio per la cantante. 

L’associazione consumatori è intervenuta presentando una istanza ad Agcm, Sgcom, Agenzia delle Entrate e anche la Guardia di Finanza.

La cantante Orietta Berti ospite in passato del Festival di Sanremo

Il post incriminato è dello scorso 27 luglio. La cantante, attiva sui social, ha pubblicato un tweet che ha messo in allerta il Codacons. Quest’ultimo, infatti, si sarebbe messo in azione dopo alcune segnalazioni “all’Associazione dagli stessi utenti”.

Non è la prima volta che Orietta Berti finisce al centro di una polemica. Nel 2021, nel corso del festival di Sanermo, venne inseguita tra tre volanti della polizia. La cantante, infatti, aveva trasgredito al coprifuoco per ritirare degli abiti di scena che le servivano per la serata musicale.

Orietta Berti, il Codacons la bacchetta. “Pubblicità occulta sui social”

Adesso a riportarla alla ribalta per motivi non canori è il tweet, secondo il Codacons, di pubblicità occulta.

L’artista, secondo l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, avrebbe sponsorizzato senza la corretta specifica la collezione di un noto supermercato. Nel video si vede la cantante introdurre una nuova linea di abbigliamento “Cari amici, vi posso finalmente mostrare la nuova capsule di Eurospin. – afferma Berti – Questa linea di abbigliamento è versatile. Io li indosso per fare delle belle passeggiate estive con i miei cagnoloni Otello e Olimpia” Con chiusura finale  “Ve le consiglio“.

Pubblicità verosimilmente occulta o indiretta“, la replica del Codacons che ha inviato una istanza ad Agcm, Sgcom, Agenzia delle Entrate ed alla Guardia di Finanza  “Per come si può verificare dalle immagini postate sul social network, e segnalate all’Associazione dagli stessi utenti – si legge nella nota dell’associazione – Orietta Berti esibisce le nuove capsule di un noto marchio di supermercati mostrandole, enfatizzandone la qualità e dichiarando espressamente di consigliarne l’acquisto, ma omettendo di usare le diciture necessarie per identificare le pratiche pubblicitarie“.

“Eppure – continua il comunicato dell’associazione consumatori – oltre alle prescrizioni della Digital Chart Iap, anche l’Antitrust, nelle due lettere di moral suasion indirizzate a influencer e aziende, ha sottolineato la necessità di rendere la pubblicità sempre riconoscibile. E il Consiglio di Stato ha affermato il principio che i consumatori hanno diritto a una ‘adeguata informazione e una corretta pubblicità’ nonché il ‘rispetto dei principi di equità e trasparenza nelle pratiche commerciali“.

Il Codacons ha dunque chiesto all’artista e all’azienda di fornire le giuste delucidazioni sui rapporti esistenti e di segnalare l’eventuale natura pubblicitaria del post.