Fine vita, il calvario di Mario: primo caso di suicidio assistito | La sua storia commuove

Un uomo di 44 anni è morto a distanza di 12 anni da un incidente che lo ha reso tetraplegico: la storia di Mario è quella del primo suicidio medicalmente assistito in Italia. 

Mario è il nome di fantasia scelto inizialmente per un uomo che ha scelto di morire grazie al suicidio medicalmente assistito. Si tratta di una persona originaria delle Marche rimasta tetraplegica 12 anni fa a causa di un gravissimo incidente stradale. Dopo una lunga battaglia legale, infatti, il 44enne è riuscito ad esaudire il proprio desiderio.

Suicidio assistito Mario fine vita
Mario è morto, è il primo uomo in Italia a scegliere il suicidio assistito | La storia commuove

Mario è spirato poco dopo le ore 11 di giovedì 16 giugno 2022. A renderlo noto è l’Associazione Luca Coscioni che ha scelto di comunicare anche l’identità dell’uomo. Si tratta di Federico Carboni.

Suicidio medicalmente assistito, la decisione di Federico Carboni (alias Mario)

Proprio l’Associazione Coscioni ha consegnato tutta la strumentazione e anche il farmaco per il suicidio assistito. La scelta è stata possibile grazie ai 5mila euro raccolti in poco tempo per sostenere le spese. “In assenza di una legge lo Stato italiano non si è fatto carico dei costi dell’assistenza al suicidio assistito e dell’erogazione del farmaco, nonostante la tecnica sia consentita dalla Corte Costituzionale con la sentenza Cappato/Dj Fabo“, commenta l’associazione.

Grazie a tutti per avere coperto le spese del ‘mio’ aggeggio, che poi lascerò a disposizione dell’Associazione Luca Coscioni per chi ne avrà bisogno dopo di me. Continuate a sostenere questa lotta per essere liberi di scegliere“, ha dichiarato l’uomo. Le sue parole sono arrivate prima di intraprendere il percorso alquanto delicato.

Medicinale e macchinario a cura dell’Associazione Coscioni

Federico Carboni è il 44enne tetraplegico di Senigallia, in provincia di Ancona,che fino a poco tempo fa era conosciuto con il nome di fantasia Marco. L’uomo è spirato mentre era nella sua abitazione grazie al farmaco somministrato mediante il macchinario interamente a carico dell’Associazione Coscioni. Decisiva la raccolta fondi per aiutare l’uomo a compiere il suicidio medicalmente assistito.