Salari, Italia record di precari e part-time | Crollano gli stipendi: 15mila euro in meno della media europea

In Italia si è raggiunto un nuovo record (in negativo): aumentano i lavoratori precari e i part-time e crollano i salari tra i più bassi in Europa. In media un italiano percepisce uno stipendio di 15mila euro in meno rispetto alla Germania

Sono crollati in pandemia ma risaliti l’anno dopo per poi segnare nuovamente un dato negativo. Si parla dei salari degli italiani, considerati tra i più bassi rispetto alla media europea.

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Salari, in Italia si guadagna di meno, record di lavori part-time e precari (pixabay)

Se si guarda alla Germania e alla Francia, poi, il divario rispetto al 2019 è ancora maggiore. Solo la Spagna ha fatto peggio seppur la consolazione è magra: un italiano in media guadagna 29.440 euro, uno spagnolo 27.404 euro. E quest’anno con l’inflazione ai massimi livelli, la situazione non può che peggiorare. L’Ocse spiega le cause che hanno portato a questa diminuzione degli stipendi in Italia.

Salari, in Italia record di precari e part-time | Stipendi crollati: 15mila euro in meno rispetto ai paesi dell’Ue

C’è un italiano, un francese e un tedesco. Sembra l’inizio di una barzelletta ma, qui, da ridere c’è ben poco se si pensa che l’argomento principe è il crollo degli stipendi dei lavoratori italiani.

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Salari, record negativo per l’Italia di lavori precari e part-time (fonte Eurostat)
  • Un italiano in media percepisce un salario annuo di 29.440 euro.
  • Un francese in media ha uno stipendio di 40.170 euro.
  • Un tedesco di 44.468 euro annui.

Se si confrontano i tre paesi si percepisce subito il grande divario tra l’Italia e la Germania: con ben 15 mila euro in meno per i nostri lavoratori e 10 mila in meno in confronto alla Francia.

Nel periodo prima della pandemia la distanza con la Germania era di 13 mila euro, nel 2021 eravamo saliti a 15 mila. Mentre, rispetto alla Francia siamo passati, nello stesso periodo di riferimento, da 9 mila a oltre 10 mila euro di differenza.

L’Ocse spiega le cause di questo immenso divario con la Francia e la Germania. Una motivazione tra tutte è che gli stipendi in Italia non crescono da trent’anni. Non solo, dal 1990 al 2020 i salari sono anche diminuiti del 2,9% a differenza degli altri due Paesi europei dove, invece, sono aumentati del 30%.

I dati Eurostat aggiornati al 2021 per Francia, Germania, Spagna, Eurozona nel confronto con 2020 e 2019 sui salari lordi annuali parlano chiaro:

  • il salario italiano è -0,6% nel periodo pre-pandemia;
  • il salario spagnolo è -0,7% nello stesso periodo;
  • il salario francese, invece, segna un +2%;
  • il salario tedesco un +2,3%;
  • Infine, la media dell’Eurozona rientra su +2,4%.

Stipendi bassi, Fondazione Cgil: “Nel lavoro pochi professionisti qualificati”

Ma se i salari degli italiani sono così fermi dovremmo guardare cosa è accaduto negli anni precedenti. Come spiega la Fondazione Cgil: in Italia, uno dei problemi maggiori, a differenza delle altre economie europee, risiede nel ridotto numero di professionisti qualificati nel marcato del lavoro. Paragonando i dati del 2021 in Italia, Francia e Germania, in questo senso si ha:

  • Italia ha una quota di dirigenti (1,4%) e di professioni intellettuali e scientifiche (13,6%);
  • Francia ha una quota di dirigenti (5,6%) e professioni intellettuali e scientifiche (23,4%);
  • Germania ha una quota di dirigenti (3,3%) e professioni intellettuali e scientifiche (20,7%).

Ma paragonando la percentuale relativa alle professioni non qualificate l’Italia è tra le più alte d’Europa (13%), quasi il doppio della Germania (7,7%) e oltre tre punti sopra la Francia (9,8%).

Salari bassi, è colpa anche della precarietà

Uno dei problemi inerenti i salari bassi dei lavoratori italiani riguarda la precarietà. A parte la Spagna che è peggio, l’Italia detiene il record.

Nel 2021 il numero di dipendenti precari sul totale dei lavoratori dipendenti ha raggiunto in Italia il 16,6% e tra questi precari la percentuale di occupati a part-time segna 62,8%. Qui l’Italia è anche peggio della Spagna (53,4%). Per non parlare della Francia (28,3%) e Germania (7,1%).

Per quanto riguarda, poi, le dichiarazioni dei redditi 2021, la situazione è anche peggiore. Più di 1 dipendente su 4 dichiara meno di 10 mila euro e quasi 3 su 4 fino a 26 mila euro, ovvero uno stipendio lordo annuale medio pari a 27.900 euro.