Base jumper morto, volo di 200 metri poi lo schianto | La tragedia lascia senza parole

Il 33enne base jumper è morto dopo un volo di 200 metri. Lo schianto contro la parete rocciosa considerata uno dei luoghi cult italiani degli sportivi estremi. Il motivo del decesso è scioccante

Il giovane di 33 anni è inglese ed era arrivato in Trentino per lanciarsi con la sua tuta alare dall’Happy Birthday, considerato uno dei luoghi di maggiore interesse dei base jumper mondiali.

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Base jumper morto, dopo volo di 200 metri lo schianto, il motivo della tragedia (pixabay)

Il base jumper però si è schiantato contro la parete rocciosa del Monte Brento dopo un volo di 200 metri. Il motivo dell’incidente risiede nella tuta alare che parrebbe non essersi aperta.

Non è il primo caso di decesso in quella stessa località. A settembre un altro giovane di 37 anni ha perso la vita proprio nello stesso posto. Per questi motivi sul caso ora indagano i carabinieri.

Base jumper morto, dopo un volo di 200 metri lo schianto | Il motivo della tragedia

Ha indossato la sua tuta alare in vetta alla cima del Monte Brento intorno alle 7.30 della mattina e si è lanciato nel vuoto. Il volo è durato un attimo, il tempo di cadere per circa 200 metri e schiantarsi al suolo. Qualcosa non ha funzionato nell’apertura della sua tuta.

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Base jumper inglese morto in Trentino dopo un volo di 200 metri si è schiantato al suolo (pixabay)

I soccorsi sono intervenuti anche se hanno avuto diverse complicazioni a riguardo. Gli uomini della stazione di Riva del Garda del Soccorso Alpino e un medico soccorritore di Trentino Emergenza si sono dovuti calare dall’elicottero del Nucleo Vigili del Fuoco di Trento per riportare il corpo del giovane al centro sportivo di Oltra.

Il base jumper aveva scelto proprio il Trentino e il Monte Brento, poiché è considerato uno dei posti più importanti per questo genere di sport estremi. Questo grazie alla sua particolare conformazione e ai suoi 1.545 metri di altezza.

Dal Brento ogni anno sono almeno mille i voli effettuati dai base jumper nel vuoto. Ma la morte del giovane inglese non è il primo caso registrato. Anche lo scorso settembre, un altro sportivo, Michel Schwartz di 37 anni, si lanciò con la tuta alare e si schiantò contro la parete rocciosa sempre nella stessa località.

Al momento, proprio per questi due casi di cronaca, i carabinieri stanno indagando per capire se dietro alle due morti c’è altro.