Famiglia italiana sequestrata da uomini armati | Si teme per la loro vita

È stata rapita da “uomini armati” una famiglia italiana originaria di Potenza, missionari dei Testimoni di Geova. Con loro anche un bambino piccolo. La notizia data dall’agenzia Afp. Si teme per la loro incolumità.

Una famiglia italiana, originaria di Potenza missionari dei Testimoni di Genoa, è stata rapita, insieme ad un uomo di nazionalità togolese. Si tratterebbe di marito e moglie 60enni e del loro figlio 40enne.

Famiglia italiana sequestrata da uomini armati

A darne notizia l’agenzia Afp, France-Presse, riportando fonti locali. Da quanto si apprende dalle poche notizie arrivate sull’accaduto, sarebbero stati prelevati da “uomini armati“, per l’esattezza da un commando composto da quattro uomini arrivati a bordo di una Toyota nel villaggio di Sicnina. Il rapimento sarebbe avvenuto giovedì sera, ma se ne ha notizia soltanto ora. 

Secondo l’agenzia Efe, il fatto è avvenuto a Sinzina, nel distretto di Koutiala, nel sud del Mali, a est della capitale Bamako. A confermare la notizia del rapimento il ministero degli Esteri italiano, che ha già attivato l’Unità di crisi e ha reso noto che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sta seguendo in prima persona l’evolversi della vicenda.

Famiglia italiana sequestrata da uomini armati, le notizie del ministero

Stiamo facendo tutto il possibile per ottenere la loro liberazione“, ha ha detto all‘Afp una fonte delle forze di sicurezza maliana che ha preferito l’anonimato.

Famiglia italiana sequestrata da uomini armati. I fatti

Il sequestro è avvenuto in una regione, situata a est di Bamako, ad alta concentrazioni di jihadisti. Proprio questa è la pista che si sta battendo al momento visto che dietro il rapimento potrebbero esserci terroristi qaedisti del Jnim, acronimo per Gruppo d’appoggio all’Islam e ai musulmani. I tre italiani che sarebbero stati rapiti vivevano nel Paese africano, con un gruppo di testimoni di Geova, da diversi anni. Lo riferiscono all’Adnkronos fonti informate, secondo cui i connazionali non erano neanche registrati all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero.

Molto probabilmente, secondo le fonti, si sentivano al sicuro nonostante risiedessero in un’area molto pericolosa e nonostante usassero nomi locali. Nel frattempo dalla sede centrale italiana della Congregazione dei testimoni di Geova arriva una precisazione: “Non ci sono nostri missionari inviati in quel Paese. In Italia i testimoni di Geova sono 250mila quindi è possibile che qualcuno a titolo personale sia andato in Mali per aiutare le comunità locali. Ma noi non ne siamo a conoscenza, non abbiamo informazioni a riguardo“. Lo riferisce l’Adnkronos

***NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO***