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Cronaca

Ville e auto di lusso pur avendo il Reddito di Cittadinanza | Come avveniva la truffa

Published by
Alessandro Artuso

Il reddito di cittadinanza e la truffa online per poi acquistare auto di grossa cilindrata. Le accuse sono gravi: cosa è stato scoperto e quali sono le conseguenze.

Una vita oltre le righe pur disponendo del reddito di cittadinanza. Ville e auto di lusso per persone che in realtà avevano ricevuto il supporto economico destinato a chi si trova senza lavoro. La strategia delle truffe è stata scoperta dalla polizia postale che ha sgominato un giro d’affari piuttosto oneroso.

Ville e auto di lusso pur avendo il Reddito di Cittadinanza | Come avveniva la truffa (Immagine Rete)

Tutti gli indagati ricevevano il sussidio e allo stesso tempo erano attivi nel mercato della truffa online. Grazie ai compensi percepiti, infatti, vivevano in grandi ville di lusso. Ora è tempo di indagini e di novità per le persone scoperte.

Avevano reddito di cittadinanza e vivevano in ville di lusso grazie al metodologia della truffa | La scoperta

Le ville si trovano in Friuli Venezia Giulia, Toscana e Veneto. La polizia ha scoperto e denunciato 11 persone fra i 35 e i 40 anni d’età. Si tratta di cittadini di etnia sinti con legami di parentela fra loro. Le accuse nei loro confronti sono di associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

Avevano reddito di cittadinanza e vivevano in ville di lusso grazie alle truffe | La scoperta

Gli inquirenti hanno ipotizzato centinaia di truffa per un ammontare di almeno 500mila euro, ma le cifre percepite potrebbero essere ancora più ingenti. Si parla, infatti, di denaro che supera vari milioni di euro. Le forze dell’ordine hanno effettuato perquisizioni in provincia di Lucca, Pordenone e Venezia. Alcuni possedevano auto di lusso come Lamborghini, Porsche e Range Rover.

Come sono partite le indagini, il caso da cui tutto è iniziato

Tutto è iniziato con una coppia che ritirava spesso e volentieri del denaro dagli sportelli di vari istituti di credito di alcune province in Liguria e Toscana. Alla fine gli inquirenti hanno scoperto che i guadagni provenivano da attività criminali ben articolate e gestite da decine di persone. La metodologia delle inserzioni online, poi il contatto delle vittime e infine la truffa con il guadagno economico avvento in maniera illecita.

Le comunicazioni fra i truffatori avvenivano mediante gruppi su Telegram e Icq. Le persone indagate avrebbero contatto e invitato gli utenti a pagare subito con uno stratagemma ben congegnato. Le dimore sequestrate erano invece dotate di tutti i confort. Recinzioni, videosorveglianza e lusso di vario genere ottenuto grazie ai proventi delle truffe.

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