Ibrahimovic pronto a cambiare vita: la morte di Mino Raiola lo ha segnato profondamente. Cambiano anche le priorità.
Ibrahimovic cambia vita. Almeno questo è quello che vorrebbe fare: la scintilla è scoccata dopo la morte di Mino Raiola. Il procuratore ha rappresentato molto per lui, un rapporto che andava ben oltre la semplice professionalità. Forse influente quanto un secondo padre per lo svedese che, da Mino, ha imparato a valorizzarsi e a mettersi in gioco ancora di più.
Proprio questa spinta sull’acceleratore, alla morte dell’agente più influente del calciomercato internazionale, sembra essere venuta meno. Allora cambia forse anche la voglia di giocare. Essere un calciatore presuppone responsabilità e talento, ma soprattutto spensieratezza: se iniziano ad esserci timori, è finita. Ibra si sta accorgendo di questo. L’ha reso noto ai microfoni di ESPN.
Il campione non usa mezzi termini: “Continuare a giocare vale la pena solo se sei al top, andare avanti se stai soffrendo è inutile”. Parole che forse mesi fa non avrebbe utilizzato e che, magari, la dipartita di Raiola gli ha acceso nella testa. Come un tarlo. Non ci sarà più Mino a gestirlo, ma lo svedese dovrà mettere a frutto quello che ha imparato fin qui. Soprattutto come uomo, perchè come calciatore non aveva da imparare più nulla. Anzi, la sua esperienza permette – probabilmente – di vivere di rendita.
Quindi la possibile prospettiva è una: entrare nella famiglia di Raiola e aiutare chi di dovere nella gestione dell’agenzia. Salgono, infatti, le quotazioni del centravanti come uomo immagine dell’impero Raiola: la proposta sarebbe già sul piatto. Ibrahimovic starebbe seriamente pensando di accettare. Bastava una scintilla per fargli cambiare idea sul proprio futuro, probabilmente è arrivata.
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