Mino Raiola, bufera sull’impero economico | Che fine faranno i calciatori: disputa legale

Mino Raiola, il dispiacere ha già ceduto alla concretezza. Nemmeno il tempo di metabolizzare la perdita, è già bufera per l’eredità.

Mino Raiola, non solo fake news. Dopo tanta speculazione, è arrivata – purtroppo – la triste notizia: il procuratore per antonomasia non c’è più. L’uomo che ha rivoluzionato la concezione del calciomercato in Italia e sul piano internazionale è passato a miglior vita al termine di una lotta estenuante che l’ha visto aggrapparsi fino all’ultimo alla possibilità di restare nel mondo dei vivi.

Raiola impero finanziario
Mino Raiola, che succede adesso (ANSA)

“Non escludo di resuscitare”, aveva scritto il giorno prima della sua dipartita, dal reparto del San Raffaele di Milano dove era ricoverato in gravi condizioni. Reazione spontanea, quasi dovuta, a una bufala – quella sulla morte, non era la prima – divenuta poi realtà. Adesso si pensa già al futuro perchè la famiglia è stata chiara su cosa bisogna fare: oltre a mantenere riserbo e rispetto in questi giorni difficili, i più vicini a Mino hanno assicurato – anche nel comunicato ufficiale – che l’operato dell’uomo andrà avanti “con la stessa passione che metteva lui”.

Mino Raiola, che fine fa il suo impero: la famiglia è divisa

Questo recita la nota, ma sapendo leggere tra le righe è possibile scorgere altro. Ovvero che il patrimonio di Raiola, un parco calciatori da 850 milioni di dollari con commissioni per 85 milioni – aggiornato al 2020 da Forbes – fa gola a molti e quella che era la sua società ora vegeta in attesa di capire, determinare, stabilire un destino che dovrebbe non essere beffardo. Perchè un conto è averli, un altro è saperli gestire i soldi. Con la possibilità di mettere fine o espandere ulteriormente un impero che non ha bisogno di presentazioni: basta vedere quanti calciatori, oggi, sono spaesati e non è solo questione – come è giusto che sia – di dispiacere.

Raiola patrimonio economico
L’impero del procuratore oggetto di diatribe legali e non solo (ANSA)

Chi deve asciugarsi le lacrime in fretta è il cugino Vincenzo Raiola, uno dei pochi di cui Mino si fidava tanto da lasciargli gestire il mercato italiano. L’impero dell’agente, infatti, non aveva un’unica sede: negli anni era riuscito a tessere una rete di contatti talmente fitta da includere Montecarlo fino ad arrivare in Irlanda e Inghilterra.

Le società di Mino: com’è divisa la sua ricchezza

Un vero e proprio universo in espansione che, se possibile, fatica a entrare persino nelle carte geografiche: tutto sotto un nome. La Best Kick Sports Limited, che si dirama a sua volta in ISports WorldWide Ltd, seguita dalla Uuniqq fino alla Sportman e la Blue Brands Limited. Radici di un albero pari alla Quercia Secolare. In grado di rinascere dalle sue ceneri, stavolta non è una frase fatta: 800 milioni e oltre sul piatto. Giocatori da piazzare, vite da gestire, destini da incrociare.

Oltre al cugino – che avrà il compito in queste settimane di incontrare i calciatori in gestione nello Stivale per ragguagliarli della situazione – un’altra figura chiave è Rafaela Pimenta. Quella che sa tutto e conosce anche le ultime volontà di Mino. Raiola, infatti, ha lasciato scritto tutto a lei: avvocato che gli è stato vicino sino all’ultimo. Conosce i segreti e gli enigmi di un’intera vita. Oltre agli aspetti legati alla malattia, quelli che davvero hanno portato alla dipartita.

Le prossime settimane saranno cruciali, quando dovrà – verosimilmente – essere fatta chiarezza sulle ultime volontà dell’uomo: i parenti restano sugli scudi, ma Raiola – al netto dei soldi, tanti e mai abbastanza – aveva qualcosa difficile da ereditare. Il potere e l’influenza, due fattori che nel calcio danno vita, malgrado tutto, alla credibilità. Quelli sono davvero difficili da sostituire.