Guerra e pandemia, dato disastroso: oltre 263 milioni di poveri | “Prospettive catastrofiche nel 2022″

Secondo i dati riportati oggi dalla Oxfam il mix tra guerra e pandemia causerà nel mondo oltre 263 milioni di nuovi poveri. Il rapporto pubblicato dalla Banca Mondiale ha stimato che nel 2022 le prospettive in questo senso saranno disastrose

Il rapporto “Dalla crisi alla catastrofe” effettuato dalla ong Oxfam e pubblicato oggi alla vigilia degli Spring Meetings della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, ha stimato che su 263 milioni di nuovi poveri198 milioni potrebbero addirittura arrivare sotto la soglia di povertà estrema nel 2022.

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Guerra e pandemia, i dati sulla nuova povertà nel mondo, oltre 263 milioni (@twitter oxfamitalia)

Non solo la crisi sanitaria mondiale causata dal Covid aveva già impattato la popolazione mondiale causando nuova povertà ma a ciò, ora, si aggiunge anche la guerra in Ucraina. Un mix disastroso e letale per l’intera economia mondiale.

L’appello di Oxfam Italia ai governi mondiali: “Cancellare tutti i pagamenti per il servizio del debito per i Paesi in via di sviluppo nell’anno in corso. Ancora una volta sono questi Paesi a pagare il conto più salato”.

Guerra e pandemia, il mix disastroso causerà oltre 263 milioni di nuovi poveri nel mondo | I dati della Banca Mondiale

L’effetto combinato tra la crisi pandemica e l’invasione russa in Ucraina porterà oltre 263 milioni di persone in tutto il mondo in povertà nel 2022.

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Guerra e Pandemia, dato disastroso, oltre 263 milioni di nuovi poveri nel mondo solo nel 2022 (Pixabay)

La ripresa non inclusiva dovuta al Covid e l’aumento dei prezzi dei generi alimentari causato dal conflitto in Ucraina è, secondo i dati confermati dalla Banca Mondiale, un mix catastrofico che porterà povertà assoluta per milioni di persone.

Nel rapporto stilato da Oxfam Italia, si evince come ben 860 milioni di persone si ritroverebbero costrette a sopravvivere con meno di 1,90 dollari al giorno e 827 milioni soffrirebbero la fame.

Francesco Petrelli, policy advisor di Oxfam Italia sulla sicurezza alimentare, ha dichiarato:

“Le prospettive potrebbero essere ancora più cupe. Stimiamo che l’aumento globale dei prezzi dei generi alimentari da solo porterà altri 65 milioni di persone verso la povertà estrema entro l’anno. Il numero totale dei nuovi poveri, ovvero 263 milioni di individui, sarà superiore alla popolazione di Regno Unito, Italia, Germania e Spagna messi insieme. Il balzo in avanti rappresenta un’inversione di tendenza nelle statistiche sulla povertà globale senza precedenti storici”.

La prima emergenza resta l’aumento della fame globale. Sono milioni le persone che soffriranno per malnutrizione acuta. A questa emergenza si va ad aggiungere l’indebitamento in molti Paesi già delicati costretti a tagliare ancora di più la spesa pubblica per ripagare le importazioni di cibo ed energia.

Dall’altra parte della bilancia, i grandi produttori di petrolio e gas stanno registrando profitti record. Questa diseguaglianza assoluta sarà, ovviamente, pagata dalla parte più povera della popolazione mondiale.

Intanto, più della metà dei lavoratori in tutto il mondo, hanno visto scendere i propri salari reali. Mentre a causa dell’impatto della pandemia a livello occupazionale, sono le donne quelle più colpite. Petrelli aggiunge:

“Sebbene la crisi stia impattando in tutte le nazioni, ancora una volta sono i Paesi in via di sviluppo a pagare il conto più salato. Dopo più di 2 anni di pandemia in cui hanno tra l’altro scontato la mancanza di un accesso equo ai vaccini Covid, si trovano ora a far i conti con nuove misure di austerità”. 

Le 5 richieste di Oxfam ai governi

L’appello accorato di Oxfam ai governi è un’azione mirata per combattere le disuguaglianze che minacciano di scalfire i progressi compiuti sino ad oggi nella lotta alla povertà. Le richieste della Ong ai potenti del pianeta sono 5.

  • Cancellare il debito pubblico per i Paesi in via di sviluppo nell’anno in corso. Questo renderebbe disponibili più di 30 miliardi di dollari solo nel 2022 per 33 paesi in difficoltà e già fortemente indebitati.

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  • Creare un Fondo Globale sulla Protezione Sociale che sostenga misure di supporto al reddito e l’erogazione dei servizi essenziali nei paesi più poveri.
  • Maggiori risorse per l’accoglienza dei rifugiati ucraini.
  • Tassare gli extra-profitti delle imprese che hanno beneficiato della crisi pandemica.
  • Ricollocare 100 miliardi di dollari in diritti speciali di prelievo (DSP) a beneficio dei paesi più poveri senza clausole aggiuntive.