Chiamate moleste e telemarketing: come difendersi | Arriva la svolta per gli utenti

Chiamate moleste e telemarketing, arriva la risposta delle istituzioni. Come difendersi dalle chiamate moleste: l’iter definitivo.

Basta alle telefonate moleste e al telemarketing. Questo chiedono gli utenti esausti di ricevere chiamate senza soluzione di continuità e a qualunque ora. C’è un modo per uscirne: l’iscrizione al Registro delle Opposizioni. Il Governo, però, ha deciso di mettere un’ulteriore regolamentazione a questa tendenza. Un’altra strada più efficace verso la tolleranza e la condivisione.

Call center
Chiamate indesiderate, come arginarle (ANSA)

Il telemarketing rappresenta comunque una parte fondamentale della promozione aziendale che andrà regolamentata. Proprio partendo da questo, nasce una sorta di “scudo” che permetterà agli utenti di difendersi. Principe è il proprio diritto alla quiete e anche alla privacy.

Chiamate moleste e telemarketing, cosa fare: la nuova strada da seguire

L’iter legislativo dovrebbe entrare in Gazzetta Ufficiale da domani, 13 Aprile, si potrà dire basta anche alle telefonate da dispositivi automatici: non solo operatori prestati al servizio dei call center, ma anche voci registrate da generatori automatici. Addio a tutto, volendo e sapendo come agire: la procedura più efficace e diretta potete trovarla qui. Nel frattempo Draghi e colleghi trovano anche una mediazione per coloro che non sono ancora iscritti al Registro delle Opposizioni.

Telemarketing
Come mettere un freno alle promozioni (ANSA)

Quella pletora di persone non del tutto infastidite dalla mole di chiamate, una fetta di consumatori che magari intrattiene amabilmente qualche chiacchiera con l’operatore, mosso a compassione oppure catturato realmente dall’interesse.

Leggi anche – Paola Barale rompe il silenzio | “Vi dico chi ha distrutto la mia carriera”

Anche per gli amanti delle conversazioni, ci sarà una regolamentazione: chi non è registrato alle opposizioni e riceverà ugualmente le telefonate sarà “disturbato” in tono minore. Al vaglio, infatti, una diversa “tabella di marcia” con orari più consoni: perchè c’è chi dice no, ma anche chi si accontenta soltanto di più moderazione.