Roman Abramovich è un oligarca russo colpito dalle sanzioni rivolte alla Russia a causa della guerra in Ucraina. Nonostante questo, però, lo sfizio da miliardario riaccende le polemiche. Cosa è accaduto.
Fra i problemi per operare in casa Chelsea e le sanzioni agli oligarchi, per Roman Abramovich sono tempo duri (o quasi). I conti sono congelati, ma nonostante questo il ricco imprenditore miliardario ha voluto togliersi uno sfizio. L’indiscrezione ha già fatto il giro del mondo e non sono mancate le polemiche a tal riguardo.
Uno sfizio milionario costato migliaia di sterline e che di certo non sarebbe passato inosservato, soprattutto in un periodo come quello attuale. La scelta dell’imprenditore miliardario è veramente sui generis e coinvolge ben due Paesi molto distanti.
L’oligarca russo sarebbe a Baku (Azerbaigian) e avrebbe chiesto l’arrivo del cibo direttamente dal Regno Unito. A parlare dell’episodio è The Sun che ha citato fonti qualificate. Il presidente dimissionario del Chelsea non avrebbe resistito al cibo giapponese di uno dei suoi ristoranti preferiti, da qui la decisione di un ordine a suon di sterline.
Un jet privato, costato 40mila sterline, pur di far portare il cibo da Londra a Baku. L’ordine di 1.200 sterline e un trasporto ben superiore al costo delle pietanze. Sarebbe da comprendere come sia giunto a destinazione il cibo vista la durata del volo fra le due città stimata in oltre 5 ore.
Un percorso di 2.500 miglia con le pietanze che sarebbero quindi partite dal Regno Unito e dirette in Azerbaigian. Da chiarire la tempistica totale fra la preparazione e il successivo trasporto. Lo sfizio del miliardario riportato dal The Sun avrebbe colto molti di sorpresa, soprattutto dopo le voci di una richiesta di prestito agli amici statunitensi successivamente smentita.
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Fonti qualificate avrebbero parlato di richiesta di denaro in contanti ad alcuni amici, ma a tal proposito sarebbero arrivate delle smentite. Sta di fatto che il 55enne ha i conti congelati a causa delle sanzioni imposte dall’attacco russo in Ucraina. Intanto la vendita del Chelsea non si è ancora concretizzata e in questo senso non resta che attendere lo sviluppo di una situazione molto complessa.
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