Controversa e intricata è la vicenda di un dipendente pubblico no vax sospeso dal servizio non aver ricevuto il vaccino contro il Covid. La decisione del TAR del Lazio sullo stipendio dell’uomo.
Il TAR del Lazio è stato al centro di una questione piuttosto intricata che ha come protagonista una persona no vax sospesa dal lavoro. Secondo quanto deciso dalla giustizia amministrativa, facendo leva sul decreto n. 726/2022, un dipendente pubblico è stato sospeso dal servizio, ma la questione spinosa riguarda proprio lo stipendio.
L’uomo non avrebbe di fatto rispettato gli obblighi vaccinali e la certificazione verde imposta dal governo centrale, ma in ogni caso la sospensione della retribuzione, reputata come l’unica forma di sostentamento, sarebbe stata giudicata come una scelta grave e dannosa per l’uomo.
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Il lavoratore avrebbe quindi scelto di ricorrere al TAR per protestare contro quanto deciso dal Ministero della Giustizia. L’uomo ha ricevuto lo scorso 4 gennaio 2022 la notifica e la conseguente sospensione immediata del servizio, così come la retribuzione, fin quando non avrebbe provveduto a comunicare la somministrazione del vaccino contro il Covid-19.
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Il lavoratore avrebbe quindi chiesto l’annullamento di vari provvedimenti che impongono la certificazione verde, specialmente per alcune categorie di lavoratori, così come di altri atti ad esso collegati. Richiesto inoltre un risarcimento per i danni subiti a causa della controversa vicenda. I giudici hanno infatti dichiarato che “la privazione della retribuzione provoca danni gravi e irreparabili“, si legge nelle motivazioni.
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