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Sport

Cristiano Ronaldo come Eriksen: la scoperta che ha cambiato CR7

Published by
Andrea Desideri

Cristiano Ronaldo, il campione pronto a tutto. Persino a smettere di giocare, c’è stato un momento in cui ha pensato al ritiro: aneddoto del passato tornato attuale durante il caso Eriksen. 

Cristiano Ronaldo, la malattia che poteva cambiare il suo destino (Getty Images)

Cristiano Ronaldo, una vita da star: fenomeno in divenire, anche adesso che il tempo sembra avere la meglio sulla mentalità, il campione lusitano non conosce limiti. Vuole sempre superarsi: mettersi in gioco è l’unica cosa che lo rende vivo, per questo sfida sempre sé stesso.

Allenamenti, competizione, voglia di farcela nonostante tutto. Anche i ricchi piangono, per questo persino quelli come Ronaldo potrebbero avere paure insospettabili. Spesso chi ha tutto è perchè viene dal niente e ha paura di tornarci: l’insicurezza cova al pari di un avversario ostico che conosce ogni punto debole e lo cavalca come un’onda incredibile da tenere a bada.

Cristiano Ronaldo, il lato oscuro del campione: la malattia insospettabile

La malattia del portoghese (Getty Images)

Il tallone d’Achille di Ronaldo era il cuore. Non si direbbe, ma CR7 – oltre alla povertà – in gioventù ha dovuto fare i conti con una salute cagionevole: tachicardia adolescenziale, gli avevano detto. Diagnosi inequivocabile già ai tempi dello Sporting Lisbona. 15 anni particolari i suoi: mentre gli altri avevano a che fare con motorini e primi amori, Cristiano girava in cerca di medici competenti che potessero togliergli questo spauracchio.

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L’intervento è perfettamente riuscito, il resto è storia: le porte girevoli del calcio, però, possono ingannare. Basta un tocco per andare nell’una o nell’altra direzione: entrare o uscire di scena. Tutta una questione di prospettiva. Chiedere a Eriksen o ad Aguero, entrambi sulla cresta dell’onda, poi la frenata brusca: uno il ritiro e l’altro lo stop e la ripartenza.

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Ronaldo, invece, è riuscito ad evitare il peggio. Chiamatela casualità o destino, ma il cuore di CR7 – preso in tempo – ha ricominciato a battere a dovere. L’ex Real da quel momento vive ogni minuto giocato come un regalo. Ecco perché, forse, ci tiene più degli altri e fatica ad uscire, anche quando sarebbe meglio così. Al cuore non si comanda, neppure a Ronaldo. Entrambi battono e non si abbattono.

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