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Elettrodi impiantati nel midollo spinale, chi sono i pazienti tornati a camminare dopo incidenti gravi

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Stefano Serrani

Impiantati elettrodi nel midollo spinale, tre persone paralizzate tornano a camminare. Tra di loro c’è Michel Roccati, coinvolto quattro anni fa in un grave incidente in moto.

Elettrodi impiantati nel midollo spinale, chi sono i pazienti tornati a camminare dopo incidenti gravi

“I primi passi sono stati un sogno”. Paralizzato per quattro anni, Michel Roccati è tornato a camminare grazie a un dispositivo progettato da un gruppo di ricerca coordinato dal Politecnico di Losanna (Epfl). Michel, 30 anni, nato a Torino, era rimasto vittima quattro anni fa di un grave incidente in moto causato da un animale che gli aveva tagliato la strada.

Lo scorso agosto si era sottoposto a un intervento chirurgico con cui gli sono stati impiantati degli elettrodi all’interno della colonna vertebrale e un dispositivo nell’addome che raccoglie i dati inviati da un tablet. In 24 ore ha ripreso a muoversi: “Dopo appena un giorno di addestramento ho mosso i primi passi. E poco dopo camminavo”, racconta il ragazzo con comprensibile emozione.

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Elettrodi impiantati nel midollo, la ricerca del Politecnico di Losanna

Elettrodi impiantati nel midollo, la ricerca del Politecnico di Losanna

Al gruppo di lavoro coordinato dal Politecnico di Losanna partecipa l’italiano Silvestro Micera, che lavora tra la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’Epfl. “Questo successo è il risultato di lunghi studi portati avanti in questi anni, che avevano l’obiettivo di capire come ricreare gli impulsi elettrici necessari per il controllo del tronco e delle gambe, ha spiegato Micera all’Ansa. Con il dispositivo messo a punto tre pazienti adulti paralizzati hanno potuto riacquistare una mobilità quasi completa.

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Attraverso un tablet i pazienti possono selezionare la tipologia di movimento che intendono effettuare, un bypass impiantato nell’addome raccoglie i dati che vengono, poi, inviati agli elettrodi inseriti all’interno della colonna vertebrale. I segnali elaborati provocano la contrazione dei muscoli permettendo così il compimento di movimenti complessi come camminare, nuotare o pedalare.

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