Camilla Canepa, morta dopo vaccino Astrazeneca: indagati i medici

Emergono nuove indagini sulla morte di Camilla Canepa, la donna che era stata vaccinata con Astrazeneca. Indagati i medici che la seguivano

Camilla Canepa, la ragazza morta a causa delle reazioni al vaccino Astrazeneca. I medici che la seguivano sono indagati

Camilla Canepa si era vaccinata con Astrazeneca e i medici dell’ospedale di Lavagna che l’avevano in cura ne erano a conoscenza. I pubblici ministeri Francesca Rombolà e Stefano Puppo, insieme al procuratore Francesco Pinto, hanno interrogato i sanitari che seguivano la ragazza, morta il 10 giugno per trombosi.

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La ragazza si era vaccinata con Astrazeneca qualche giorno prima del suo decesso, ma nella documentazione presentata dai medici l’informazione non era presente. Dalle parole dei genitori di Camilla, emerge invece che i medici erano stati informati. In più è stato trovato anche un messaggio WhatsApp di Camilla, che informava un amico dall’ospedale che era trattenuta “per il vaccino”.

Resta così il mistero per cui l’informazione non è stata scritta nella cartella clinica, visto che, se fosse stata segnata, sarebbero scattate le operazioni mediche legate alla reazione avversa al vaccino. A riesaminare la documentazione dei magistrati, fornita dai medici, saranno dei consulenti.

Camilla Canepa si era vaccinata con Astrazeneca

Il vaccino sarebbe la causa della morte di Camilla Canepa. Indagati i medici che la seguivano

Vaccinata lo scorso 25 maggio, già il 3 giugno Camilla aveva deciso di chiedere aiuto in ospedale per una forte dolore alla testa. Sottoposta a una tac, la giovane era stata dimessa, anche se dagli esami del sangue era emerso un calo delle piastrine. Il 5 giugno la trombosi e il ritorno in ospedale.

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Era ritornata allo stesso ospedale di Lavagna il 5 giugno per una trombosi. Trasferita al policlinico San Martino di Genova era stata operata alla testa, ma la ragazza è morta il 10 giugno. Nel secondo ingresso all’ospedale di Lavagna la vaccinazione era stata indicata. Le indagini continuano, per capite se la prima tac della ragazza era stata fatta con liquido di contrasto, per capire se erano state seguite le procedure per le reazioni al vaccino.