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Haiti, due giornalisti uccisi dopo intervista a boss: un terzo si salva. Cosa è accaduto

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Alessandro Artuso

Momenti concitati e di grande tensione fra gang rivali a Port-au-Prince, capitale di Haiti, luogo in cui due giornalisti sono stati colpiti a morte dopo aver reaalizzato un’intervista a un boss criminale. Un terzo si è salvato miracolosamente ed è sfuggito all’agguato. 

Haiti, due giornalisti uccisi dopo intervista a boss: un terzo si salva. Cosa è accaduto (Immagine Rete)

Assalto alla gang rivale nella periferia di Port-au-Prince (Haiti) e due giornalisti locali uccisi dopo aver intervistato un boss locale. L’agguato è avvenuto nella giornata di giovedì 6 gennaio 2022 ed è stato confermato dalla stazione radio in cui lavorava una delle vittime. Tutto è accaduto nel giro di poco tempo, un terzo reporter è riuscito a fuggire durante la sparatoria.

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Le due vittime avevano da poco realizzato un’intervista al boss della criminalità locale, così come riportato dal sito Haiti24,  ad un tratto Amady John Wesley e Wilkens Loussaint sono stati colpiti a morte nel quartiere Laboule 12 della capitale. Avevano appena concluso l’intervista del boss criminale conosciuto come “Ti Makak”.

Giornalisti uccisi durante agguato a gang, un terzo riesce a fuggire


La banda criminale rivale ha aperto il fuoco e giungendo sul posto avrebbe ferito a morte i giornalisti, per poi bruciare i loro corpi. Amady John Wesley lavorava per la stazione radiofonica Montreal Écoute FM, Wilkens Louissaint era un giornalista di una testata locale, così come chiarito da un funzionario della polizia haitiana.

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Montreal Ecoute FM ha confermato la morte del suo giornalista in una nota stampa, parlando dell’episodio come di “un atto criminale e barbaro“. Si tratta dell’ennesimo episodio accaduto nell’area di Laboule 12, zona in cui diverse bande si darebbero battaglie ormai da tempo.

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