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La sottosegretaria Accoto a Free.it, “Necessario un decreto anti-delocalizzazioni e licenziamenti scorretti”

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Bianca Senatore

Dopo il caso della Yazaki di Torino, che ha licenziato via Teams tre lavoratori, il tema delle delocalizzazioni torna al centro dell’attenzione. Il governo sta pensando a un decreto ad hoc per prevenire delocalizzazioni di aziende all’estero, ma anche licenziamenti via Whatsapp o altre piattaforme digitali. A Free.it Rossella Accoto, sottosegretaria al Ministero del Lavoro.

La sottosegretaria Accoto ha detto a Free.it che per il governo è priorità un decreto anti-delocalizzazioni

Il licenziamento via Teams dei tre lavoratori della Yazaki di Torino ha fatto tornare in primo piano il problema delle delocalizzazioni. Sempre più aziende italiane si trasferiscono all’estero o spostano in altri Paesi alcuni uffici. E molto di frequente i licenziamenti avvengono senza coinvolgimento dei sindacati, utilizzando Whatsapp, Teams o altre piattaforme web. E da più parti arriva la richiesta al governo di intervenire. A Free.it Rossella Accoto, sottosegretaria al Ministero del Lavoro.

Che cosa ne pensa di quanto successo alla Yazaki? 

Da mesi parlo di valorizzazione del capitale umano. Che va considerato come un asset aziendale fondamentale, parte del patrimonio di una impresa. Purtroppo, spesso vediamo che alcune multinazionali la pensano diversamente, utilizzando e gettando via persone e professionalità con metodi discutibili. Potrei parlare di coscienza o di etica, ma non sarebbe un discorso concreto. Invece qui, pur condannando queste pratiche odiose, dobbiamo intervenire per prevenire in futuro questi atteggiamenti. Come per le delocalizzazioni, credo che introdurre un passaggio obbligato anche per i licenziamenti collettivi possa limitare in parte questi atteggiamenti. Attraverso una interlocuzione con il MISE e con le rappresentanze sindacali aziendali.

Il governo pensa di fare qualcosa per impedire o quanto meno scoraggiare comportamenti come questo?

Come detto, è difficile imporre per legge una modalità di licenziamento rispetto ad un’altra. Però vincolare la procedura di licenziamento a confronti obbligati con le parti sociali certamente limiterebbe atteggiamenti scorretti. E favorirebbe una maggiore assunzione di responsabilità. Attenzione però: l’interlocuzione deve diventare obbligatoria per tutti i procedimenti collettivi di licenziamento, non solo per le aziende che se ne vanno all’estero”.

LEGGI ANCHE Caso Yazaki, i tre lavoratori licenziati a Free.it, “

La sottosegretaria Accoto a Free.it, “Proseguire il tavolo di confronto”

Per la sottosegretaria Accoto è necessario proseguire il tavolo di confronto

Sulle delocalizzazioni che cosa si pensa di fare?

“Il Movimento 5 Stelle si è sempre battuto contro quelle aziende che mettono in atto delocalizzazioni selvagge. Che vanno a impoverire il tessuto produttivo italiano e impoveriscono tutto il bagaglio di know-how delle nostre imprese. Già nel 2018 il Ministro Di Maio con il Decreto Dignità ha introdotto sanzioni nei confronti delle imprese italiane o estere operanti sul territorio nazionale che delocalizzano. Per di più dopo aver ottenuto dallo Stato aiuti per investimenti produttivi. E’ necessario proseguire il tavolo con istituzioni, sindacati e industriali con una prospettiva più costruttiva. Che faccia della salvaguardia dei livelli occupazionali e della competitività del Made in Italy il punto di partenza per il futuro. Demonizzare bozze di leggi di cui apprendiamo il possibile contenuto con anticipazioni a mezzo stampa ci porta solo fuori strada”.

 Giovedì sciopero generale…. Come la vede?

“Credo che le dichiarazioni aggressive che leggiamo da ormai una settimana nei confronti dei Sindacati siano eccessive. Il Diritto di sciopero è costituzionalmente riconosciuto e va preservato. L’ascolto e il dialogo non possono essere sospesi o rinviati, neanche di fronte a situazioni emergenziali. Tra l’altro, nel momento in cui stiamo pianificando la ripartenza, è necessario ascoltare tutti i punti di vista. E per questo spero che si possano riaprire i canali con le parti sociali. Per lavorare sui tavoli nella massima trasparenza possibile”.

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