Vertice Usa sulla democrazia, tensioni internazionali prima ancora che inizi

Oltre 100 paesi invitati per quello che nelle intenzioni della Casa Bianca dovrà essere un summit per riunire le democrazie del mondo e discutere delle future sfide internazionale e della sempre più incalzante presenza di regimi autoritari. Un Vertice che però, prima di iniziare, ha già creato malumori e tensioni.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden padrone di casa del summit con oltre 100 democrazie del mondo

Al summit virtuale, che inizia oggi e che durerà due giorni, non parteciperanno, tra gli altri, Cina e Russia, escluse volutamente dagli Stati Uniti. I due paesi hanno criticato la scelta americana parlando di “mentalità da guerra fredda“. Ma a creare tensioni la presenza di altri paesi, come per esempio Taiwan. Pechino non ha digerito l’invito di Taipei, ritenuto dalla Cina un proprio territorio, da ricongiungere con la terra madre. Una beffa per il presidente Xi Jimping che arriva dopo la decisione americana di boicottare diplomaticamente le Olimpiadi invernali cinesi.

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Dall’altro lato l’esclusione russa mentre continuano le tensioni sul fronte ucraino, dopo l’incontro bilaterale tra Biden e Putin delle scorse ore.

Esclusa dal summit anche l’Ungheria

Russia e Cina escluse dal summit

Polemiche e tensioni che probabilmente si intensificheranno nelle prossime ore a causa della presenza di paesi come l’Inda, accusata per la repressione della comunità musulmana, e del Brasile del presidente di estrema destra Jair Bolsonaro, non certo un esempio di democrazia.

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Anche sul fronte europeo si sono registrati attriti con con l’esclusione dell’Ungheria, unico membro della Ue non presente.

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