Rider cambia tutto, ecco la rivoluzione indicata da Bruxelles

La politica europea ha intenzione di cambiare le sorti dei rider, indicandoli non più come autonomi, bensì come subordinati. Maggiori tutele per i lavoratori anche dal punto di vista previdenziale.

Rider contratto lavoro subordinati
Novità importanti per i rider in vista di un possibile nuovo contratto di lavoro (Immagine Pixabay)

Novità importanti per i rider e per chi lavora con le piattaforme digitali. La Commissione europea dovrebbe approvare nelle prossime ore un pacchetto di misure. Tra le più importanti figura certamente quella che chi lavora mediante piattaforma è a tutti gli effetti un lavoratore subordinato. Proprio per questo, di conseguenza, le persone dovranno ricevere regolare contratto di assunzione. A tal proposito è stato specificato che non dovrebbe quindi più esistere il diktat “attività indipendente e autonoma“.

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Inizialmente le aziende li hanno considerati come “prestatori d’opera indipendenti“, adesso tutto potrebbe improvvisamente cambiare, offrendo una maggiore tutela ai lavoratori. Durante la giornata di mercoledì 8 dicembre 2021 è prevista l’approvazione della direttiva che, dopo l’iter, potrebbe diventare a tutti gli effetti una legge degli Stati membri dell’Unione europea. Novità importanti quindi per chi lavora con Glovo, Deliveroo, Uber e gli altri colossi digitali.

Rider indicati come subordinati e non più autonomi, cosa cambia

Rider Bruxelles dipendenti
Bruxelles e le decisioni sui rider, la svolta da autonomi a subordinati (Immagine Rete)

Nel caso specifico, i rider non potranno essere considerati come lavoratori autonomi, ma ci dovranno essere anche in questo caso delle precise condizioni. Si potrà assumere una persona qualora non vi sia alcun rischio di impresa, ovvero il fallimento, stessa cosa dicasi per quei rider o lavoratori che non scelgono il prezzo del prodotto consegnato. In caso contrario, il compito del datore di lavoro sarà quello di dimostrare in tribunale che si stia parlando invece di autonomi.

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Certamente un contratto stabile è l’obiettivo dei lavoratori, con tutte le tutele come la previdenza e non solo. Secondo le norme vigenti in Italia, non è previsto in questi casi l’obbligo di un contratto a tempo indeterminato. I limiti dell’accordo non possono superare i 3 anni: alla scadenza o si passa al contratto di lungo periodo, oppure si interrompe il rapporto di lavoro.

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