Covid, epidemiologo La Vecchia a Free.it “Accelerare la terza dose. Dopo quattro mesi”

La situazione epidemica in Italia desta sempre più preoccupazione, giorno dopo giorno. Friuli Venezia Giulia, Veneto e Bolzano potrebbero presto finire in zona gialla. E intanto si accelera sui vaccini. Mentre l’Italia si arma contro la quarta ondata, in Europa le cose vanno molto male. L’epidemiologo Carlo La Vecchia analizza così il momento in ESCLUSIVA al quotidiano online Free.it 

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Per l’epidemiologo Carlo La Vecchia, per arginare l’epidemia bisogna anticipare la terza

Alcune regioni italiane potrebbero finire presto in zona gialla perché i contagi aumentano. Intanto l’Europa trema. Non solo la Bulgaria dove il picco dei decessi è altissimo, anche il Portogallo sta pensando a misure drastiche di contenimento al Covid, dopo il lockdown dell’Austria. In Germania un documento segreto del governo prefigurerebbe scenari allarmistici se non si accelera sulle vaccinazioni. L’Italia resiste, per ora. Occorre far presto. E’ di questo avviso anche Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’Università Statale di Milano, che in ESCLUSIVA al quotidiano online Free.it analizza così il momento.

Come si  sta evolvendo la situazione in Italia?

“Da metà ottobre l’incidenza dei contagi ha ricominciato a salire. Inizialmente l’aumento era legato all’alto numero dei tamponi rapidi, per via dell’obbligo di Green Pass. Poi certamente c’è stato un forte aumento dei casi. Ieri si è arrivati a superare i 7.300 contagi come media settimanale. Quindi, siamo passati dai 2.500 a 7.200 in circa un mese. L’aumento è dell’ordine del 30% a settimana”.

Possiamo parlare di allarme in Italia?

“Direi che è una crescita abbastanza lineare, nel senso che, per ora, non si intravede un plateau. E’ amentato anche il numero dei ricoverati, che ha superato le 3000 unità, e sono aumentate anche le terapie intensive. Possiamo comunque dire che l’andamento dell’ultimo mese è stato moderato rispetto all’anno scorso. E’ inferiore dalle 5 alle 10 volte rispetto al 2020, e anche i decessi sono molto inferiori. Data la stagione, data riduzione dell’effetto della vaccinazioni, stiamo assistendo a questo aumento che sta portando, soprattutto in alcune aree del Paese a un leggero stress degli ospedali.”

Secondo lei perché in Europa l’incidenza del virus è più alta che in Italia?

Per svariate ragioni. Le ondate sono diverse nei vari Paesi. Nell’est Europa, per esempio, la spiegazione è semplice: si è vaccinato poco, l’epidemia, infatti, in quella zona è drammatica. Così come in tutte le nazioni dove si è vaccinato meno del 50% della popolazione. Anche in Germania. In Gran Bretagna, invece, il problema è che si è iniziato a vaccinare molto presto e ora vivono la diminuzione dell’efficacia. E poi c’è la differenza nelle misure restrittive: in Italia abbiamo sempre mantenuto una certa rigidità nell’uso delle mascherine, del distanziamento. Poi abbiamo attivato il Green Pass mentre in Europa si sono tutti rilassati troppo in fretta”.

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Cosa si può fare?

“L’unica cosa da fare per contenere questa quarta ondata è accelerare la terza dose. Abbiamo i dati israeliani che ci confermano che l’ulteriore vaccinazione frena drasticamente la diffusione del Covid. Io però su questo ritengo che si debba accorciare i tempi tra la seconda e la terza dose. Secondo me si può considerare quattro/cinque mesi il tempo giusto. Anche perché non tutti allo scadere esatto dei sei mesi correranno a fare la puntura, magari ne trascorrono sette e intanto il virus può trasmettere e colpire”.

Il 29 l’Ema dovrebbe esprimersi sui vaccini ai bimbi dai 5 agli 11 anni. Lei cosa pensa?

“E’ una delle tante misure per contenere l’epidemia. I bambini tra i 5 e gli 11 anni si ammalano raramente ma potrebbero sviluppare polmoniti e intanto sono vettori importanti di virus. anche in questa fase. Per cui ben venga la vaccinazione, anche per mantenere aperte le scuole”. 

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