Ci sono stati tafferugli intorno alle 18 nel corso della manifestazione di Trieste contro il Green Pass, la settima dall’inizio della protesta contro l’introduzione del certificato verde obbligatorio nei luoghi di lavoro, del settore pubblico e privato.
Secondo la Questura di Trieste sarebbero stati circa 8mila i partecipanti alla manifestazione di questo pomeriggio nella città del Friuli Venezia Giulia contro il Green Pass. In molti, nonostante gli organizzatori del ‘Coordinamento No Green Pass’ abbiano invitato ripetutamente a farlo, non hanno indossato la mascherina e non hanno rispettato alcun distanziamento. Un problema, soprattutto in relazione al nuovo aumento dei casi di positività nella regione, anche oggi sopra i 400.
La manifestazione, come noto, non ha potuto raggiungere piazza d’Italia, interdetta ai cortei e blindata con una rete metallica dalle forze dell’ordine. Verso le 18 però alcuni partecipanti al corteo hanno provato a raggiungere la zona interdetta, passando per piazza della Borsa, spostando in avanti alcune transenne per fare indietreggiare le forze delle ordine. Queste hanno risposto con allontanando la folla con i manganelli per far desistere i manifestanti. Non ci sarebbero per fortuna feriti.
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Nel corso del corteo, arrivati nelle vicinanze della famosa piazza sul mare, già nel primo pomeriggio alcuni manifestanti si erano staccati per urlare “Vergogna!” davanti al blocco dei poliziotti in tenuta antisommossa. Insultati anche i giornalisti nel pomeriggio in occasione del passaggio davanti alla sede del quotidiano triestino “Il Piccolo“, in una città semiblindata e fortemente militarizzata. Assente dalla manifestazione uno dei principali esponenti delle mobilitazioni contro il Certificato Verde, il portuale Stefano Puzzer.
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Ad aprire il corteo uno striscione con scritto “No Green Pass, No Apartheid“. Presenti in piazza anche diversi operatori sanitari contrari al vaccino, e per questo sospesi dalla prestazione lavorativa. Alcuni manifestanti, oltre a cori ormai noti come “la gente come noi non molla mai“, hanno cantato anche “siamo noi il moto ondulatorio“, in riferimento alle parole pronunciate in Parlamento dalla Ministra dell’Interno Lamorgese in occasione della manifestazione dello scorso 6 ottobre a Roma, dove si verificò l’assalto guidato da Forza Nuova alla sede capitolina della Cgil.
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