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Politica

Referendum Cannabis a rischio, il comitato: “Situazione preoccupante”

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Alessandro Artuso

Il referendum sulla cannabis legale è al centro di una questione politica che ha alzato un vero polverone. Nell’occhio del ciclone una richiesta presentata da Lega e Fratelli d’Italia.

Ostacoli di natura politica per il referendum sulla cannabis (Immagine Pixabay)

Una parte del centrodestra rischia di minare la proroga per la consegna delle firme sul  referendum sulla cannabis. Questa situazione non fa altro inasprire le tensioni in seno alla maggioranza di governo nella quale sono presenti praticamente tutti i partiti, eccezion fatta per Fratelli d’Italia. Il decreto di proroga chiede un mese aggiuntivo per raccogliere le firme, ma Salvini e gli alleati avrebbero proposto un emendamento soppressivo.

A tal proposito esperti del settore hanno parlato di un piano che potrebbe far saltare le 630mila firme già raccolte. “La Lega dopo essersi astenuta sul decreto che estendeva la proroga per la consegna delle firme referendarie, ha oggi presentato con Fratelli d’Italia un emendamento alla legge che converte quelle norme, e che mira alla soppressione quell’articolo”, si legge in una nota pubblicata dall’Agi. A scrivere la nota sono stati Marco Perduca (Ass.Luca Coscioni) e Antonella Soldo (Meglio Legale), presidente e membro del Comitato Promotore del referendum.

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Referendum sulla cannabis, cosa sta accadendo

Cannabis e il referendum ostacolato da Lega e Fratelli d’Italia (immagine Pixabay)

Nel frattempo il Pd, mediante la voce del deputato Stefano Ceccanti, ha mostrato una netta contrapposizione con quanto deciso da una fetta del centrodestra. L’esponente politico è infatti il relatore del disegno di legge per la conversione del decreto 132 che include anche il referendum sulla cannabis.

Anche un gruppo di maggioranza, la Lega, oltre a Fratelli d’Italia, ha presentato un emendamento soppressivo della norma approvata in Consiglio dei Ministri che ha consentito anche a chi ha depositato quesiti referendari dopo il mese di giugno di depositare le firme entro il 31 ottobre“, spiega il deputato Ceccanti. Sempre secondo l’esponente del Partito democratico, la decadenza del deposito entro la fine del mese di ottobre, potrebbe causare la non regolarità delle firme, “nuocendo i diritti dei cittadini“.

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