Sei giorni fa la sentenza con condanne e assoluzioni nel processo ai Drughi, storico gruppo ultras della Juventus, inchiesta Last Banner. Oggi la Digos torinese ha invece messo i sigilli alla loro sede.
Sei giorni fa la sentenza del Processo Last Banner. Chiuso dal Tribunale di Torino con sei condanne e sei assoluzioni. Secondo la Procura, durante il Campionato 2018-2019, la tifoseria organizzata bianconera avrebbe esercitato indebite pressioni sulla Juventus. Al fine di mantenere determinati benefit e agevolazioni. Ed oggi la Digos di Torino ha messo i sigilli alla sede dei Drughi, gruppo storico della tifoseria organizzata Juventina. “Per la prima volta in Italia è stato riconosciuto il reato di associazione a delinquere ad un gruppo ultras, i Drughi Juve. Siamo soddisfatti perché ha retto l’impianto accusatorio”, ha dichiarato il Pubblico Ministero Chiara Maina a seguito della lettura della Sentenza.
La Juventus e alcuni dirigenti della società torinese si sono costituiti parte civile, riuscendo ad ottenere risarcimenti e provvisionali per un ammontare complessivo di 53 mila euro.
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Questa mattina la Digos di Torino ha apposto i sigilli alla sede dei ‘Drughi Ultras Curva Sud’, storico gruppo della tifoseria juventina. Durante le indagini relative all’inchiesta Last Banner la Digos aveva perquisito il quartier generale dei Drughi, riscontrando diverse anomalie. La sede, in principio, adibita a magazzino, è stata successivamente convertita a circolo privato. Con bagni, lavello e zona cottura, in contrasto col Regolamento Igienico Edilizio Comunale.
Il Gip Agostino Pasquariello ha disposto il provvedimento di sequestro preventivo dell’immobile per il pericolo che la “libera disponibilità della struttura comporta”. Indagato Massimo Lia, ultras e proprietario dello stabile.
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