Effetto Green Pass sui vaccini: si fanno più terze dosi che prime

Si fa sentire l’effetto Green Pass. Volano le richieste per la terza dose di vaccino. In netto calo, invece, il numero di persone a cui viene somministrata la prima. In netta crescita anche le prenotazioni per tamponi. 

vaccino
Vaccino anti covid

Il cambio di passo è avvenuto lunedì. Quando, in Italia il numero di terze dosi di vaccino ha superato quello delle prime. Sarà l’effetto Green Pass. Sta di fatto che coloro che decidono di ricevere il booster, o vaccino di rinforzo, da inizio settimana sono più di quelli che scelgono di cominciare il ciclo vaccinale. I dati da considerare sono almeno due. L’alto numero di persone che si presenta negli hub vaccinali per la somministrazione della terza dose e l’affievolimento della richiesta delle prime. Dopo la richiesta media di 60 mila della scorsa settimana da lunedì si è scesi nuovamente sotto le 50 mila.

Insomma, chi aveva necessità di ottenere il Green Pass per poter lavorare ha già fatto il vaccino. Ma non si escludono ripensamenti futuri. Possibile che coloro che hanno deciso di ottenere la certificazione verde tramite tamponi possa cambiare idea e decidere di chiedere la prima dose. Ovvio che raggiungere la famosa soglia del 90% di vaccinati sarà più complicato. Attualmente l’85% degli italiani sopra i 12 anni ha ricevuto almeno una dose di vaccino. Mancano all’appello, quindi, circa 2milioni di persone.

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Effetto Green Pass, in crescita la richiesta di tamponi

Cresce il numero di tamponi

Effetto Green Pass non solo sulla vaccinazione. Rimane altissima anche la richiesta di tamponi molecolari. Addirittura il doppio di quelli del periodo precedente all’entrata in vigore del Green Pass obbligatorio sul luogo di lavoro. 660 mila solo lunedì e mezzo milione ieri. Inoltre la Fofi, Federazione degli ordini dei Farmacisti italiani, ha comunicato che il Commissario Figliuolo ha annunciato l’aumento del numero dei tamponi rapidi effettuabili nelle farmacie. Che saranno supportate da Regioni e Provincie per continuare a effettuare i tamponi antigenici rapidi oltre gli orari di servizio e nelle giornate di chiusura. O addirittura nei casi in cui i soggetti non si siano prenotati.

“I farmacisti italiani sapranno sfruttare questa opportunità per rendere un servizio ancora più efficace ed efficiente alla collettività”, sottolinea la Fofi in una nota.

 

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