Nella mattinata odierna gli uomini della Digos di Torino, coordinati dalla Procura, hanno eseguendo 15 misure cautelari e 15 obblighi di presentazione alla P.G. nei confronti di militanti del centro sociale Askatasuna e della sua articolazione universitaria “C.U.A.”.
Tutti appartenenti al centro sociale Askatasuna di Torino e gravitanti nell’area anarchica. Sarebbero responsabili a vario titolo delle seguenti accuse: minaccia ad incaricato di pubblico servizio, violenza privata, danneggiamento, invasione di terreni ed edifici e violazione di sigilli aggravati. Nell’ordine si tratta di soggetti con età compresa tra i 20 e 29 anni.
Gli investigatori sono intervenuti a seguito dell’inchiesta torinese per i fatti riferiti agli episodi delittuosi accaduti tra il 13 e il 14 febbraio 2020 all’interno del Campus universitario “Einaudi”. In occasione di un volantinaggio sulla tematica delle Foibe effettuato da esponenti del FUAN, una quarantina di antagonisti e studenti avevano circondato i reparti mobili posti a tutela degli organizzatori.
Nel frattempo una decina di facinorosi riconducibili ad Askatasuna si erano introdotti all’interno del plesso universitario e dopo aver aggredito due guardie giurate, calci e spintoni, avevano sfondato la porta di accesso dell’aula “Paolo Borsellino” assegnata ai rappresentanti del FUAN, danneggiandola e occupandola.
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Per i citati episodi la Digos di Torino a seguito di mirate indagini aveva inizialmente denunciato 33 militanti di Askatasuna, del CUA e dell’area anarchica eseguendo anche 21 misure cautelari sequestrando anche la storica aula “C1”. Durante gli accertamenti a maggio 2021, l’aula è stata rioccupata dai militanti dello storico centro sociale torinese. Sono stati rimossi i sigilli, e liberata ogni volta dalla Digos di Torino, fino al 24 maggio, quando è stata invece occupata una diversa aula universitaria denominata “Break”.
Per gli stessi episodi sono denunciati in stato di libertà anche altri 7 aderenti al sodalizio antagonista. In concomitanza con l’esecuzione delle misure è stata anche perquisita e sequestrata, su delega dell’Autorità Giudiziaria di Torino, la nuova aula occupata “Break”.
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