La truffa delle finte multe dell’autovelox: ecco come riconoscerla e difendersi

Ennesima tentativo di raggiro in atto in Italia. Stavolta ci provano con le finte multe. Ecco come difendersi

Purtroppo è diventata un’esperienza comune a tantissimi italiani quella di ritrovarsi coinvolti in un tentativo di truffa, finalizzato allo scopo di estorcere denaro o informazioni sensibili.

segnale di pericolo con dietro una persona che utilizza uno smartphone
La truffa delle finte multe dell’autovelox: ecco come riconoscerla e difendersi – temporeale.info

Truffe che vengono attuate in varie modalità. Telefonate, SMS, mail, messaggi esca su WhatsApp o Telegram, notifiche, non c’è un ambito nel quale possiamo sentirci davvero al sicuro dai truffatori che le provano tutte pur di arrivare ai loro scopi. Tra le tecniche più utilizzate (e anche più efficaci) c’è quella delle comunicazioni fraudolente redatte con toni intimidatori e tali da spingere la vittima ad agire e purtroppo a rovinarsi.

E’ questo il caso di quella che è già stata ribattezzata come la truffa delle finte multe dell’autovelox. Come avviene ?  Semplicemente con l’invio di una mail che contiene l’avviso di pagamento di una multa stradale. Finte multe che hanno tutte lo stesso importo (circa 200 euro) da pagare entro una scadenza indicata, altrimenti è previsto un rincaro del 20% ogni settimana. A dare maggiore credibilità alla comunicazione c’è l’inserimento del logo di PagoPA, il servizio che gestisce i pagamenti della pubblica amministrazione.

Truffa delle finte multe, come riconoscerla ed evitarla

Un simile tentativo di raggiro rientra tra le casistiche del pishing ovvero di quelle tecniche con cui i truffatori tentano di appropriarsi di informazioni sensibili, spacciandosi per enti realmente esistenti. In questo caso, nel finto avviso di pagamento della multa può essere presente un link cliccabile che vi conduce a una pagina web. Qui vi viene richiesto l’inserimento di dati personali come numero di conto corrente, codici di sblocco o pin di carte di credito o prepagate, credenziali di accesso all’home banking.

Vi lasciamo immaginare le conseguenze che questo trasferimento di dati può comportare. Anzitutto potete permettere ai malviventi di utilizzare conti e carte a loro piacimento, svuotandoli dei depositi. Fornendo inoltre i dati anagrafici o le copie dei documenti personali potete incorrere in un furto di identità con i truffatori che possono utilizzare i vostri dati per imbastire altre truffe … a vostro nome.

una persona al pc circondata da loghi di pericolo
Truffa delle finte multe, come riconoscerla ed evitarla – free.it

Fortunatamente, difendersi da queste truffe è possibile e anche semplice. Anzitutto non dovete mai cliccare sui link contenuti in mail o SMS di dubbia provenienza. Nessun ente pubblico vi invierà una multa o un’altra comunicazione personale con queste modalità né tantomeno vi chiederà di fornire i vostri dati personali tramite form di compilazione.

Controllate, inoltre, sempre l’indirizzo del mittente, le modalità con cui è scritta la comunicazione (spesso non mancano gli errori di ortografia) e siate sempre scettici nei confronti di richieste urgenti che possono spingervi ad agire in fretta e senza riflettere. Nel caso – per sbaglio – avete fornito i dati di conti e carte, bloccateli immediatamente oppure cambiare subito codici di accesso o password. Vi ricordiamo che le banche non sono tenute al rimborso delle somme indebitamente sottratte se avete fornito volontariamente ad altri i dati necessari per l’accesso ai conti personali o ad altri strumenti di pagamento.

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