Il caso botulino continua a far discutere, svelato l’ingrediente killer: è questo l’alimento che è stato contaminato
Continua a tener banco in Italia l’allarme botulino. Le vicende, quasi contemporanee, di due casi di cronaca legati a un’intossicazione alimentare, in Calabria e in Sardegna, hanno infatti creato un vero e proprio panico in tutta Italia. In casi come questi è necessario però fare attenzione e chiarire in maniera inequivocabile quale potrebbe essere stata la causa di quanto successo, per evitare di ingerire ingredienti contaminati e anche per fare maggiore attenzione a ciò che si mette nel carrello.
Le vicende sarde e calabresi sono infatti tra loro molto differenti. L’alimento costato la vita a una donna di 38 anni in Sardegna è stata infatti una salsa di guacamole mangiata alla Fiesta Latina di Monserrato. Il decesso è stato collegato a un’intossicazione da botulino e a polmonite emorragica, ma non sono stati segnalati in questo caso altre persone infette.
A Diamante, invece, si è trattato di un vero focolaio, costato la vita a due persone, con altre quindici ricoverate in ospedale (cinque in terapia intensiva) per un’intossicazione da botulino che, in un primo momento, sembrava da ricondurre a una confezione di broccoli. A quanto pare l’ingrediente killer non sarebbero però i broccoli, bensì un altro, e anche per questo chi lo ha nella propria dispensa dovrebbe fare attenzione a ingerirlo.
A essere finito al centro del polverone mediatico, inevitabilmente, è stato un food truck di un commerciante ambulante a Diamante. La pietanza incriminata, stando alle analisi dell’Istituto superiore di sanità, non sarebbero però i broccoli, bensì le cime di rapa (i cosiddetti “friarielli alla napoletana”) serviti insieme alla salsiccia come condimento di uno dei panini del food truck.
La contaminazione non avrebbe però riguardato solo i friarielli, appunto: sarebbero diversi gli alimenti all’origine dell’intossicazione, secondo quanto riferito dall’ISS. Probabilmente la motivazione è da ricondurre al fatto che all’interno del food truck si sarebbero maneggiati gli stessi attrezzi da cucina per alimenti differenti, e questo avrebbe causato la propagazione del batterio.
Nel frattempo, per evitare l’allargarsi del focolaio, il ministero della Salute ha pubblicato un richiamo per i friarielli alla napoletana venduti da due marchi coinvolti a quanto pare nel rischio contaminazione. Si tratterebbe in particolare di due lotti prodotti da due marchi diversi ma provenienti dallo stesso stabilimento di Scafati (Salerno). I marchi in questione sono Vittoria e Bel Sapore.
Nel dettaglio, i lotti ritirati a marchio Vittoria sono quelli numero 290425 e 280325, con scadenza rispettivamente 29 aprile 2028 e 28 marzo dello stesso anno. Per quanto riguarda Bel Sapore, i lotti sono il 280325 e il 060325, con scadenza rispettivamente il 20 e il 6 marzo 2028.
Se una di queste confezioni fosse nelle vostre dispense è quindi necessario evitare di aprirle e di consumarle, per non rischiare un’intossicazione alimentare che potrebbe avere conseguenze tragiche, come accaduto, purtroppo, alle vittime di queste giornate.
Jannik Sinner conquista il titolo del Masters 1000 di Montecarlo, dimostrando coraggio e resistenza. Con…
In una città sperimentale, un algoritmo chiamato Vic funge da "sindaco", riducendo la burocrazia e…
L'intelligenza artificiale sta rivoluzionando il cinema, guidando decisioni di produzione, montaggio e distribuzione. Tuttavia, la…
Questo articolo esplora la crioterapia, un rituale di recupero post-allenamento utilizzato dagli atleti d'élite, che…
La nuova truffa ha già colpito tantissimi italiani, cresce la preoccupazione dei cittadini: ecco di…
Missili e droni fanno rumore, ma il conflitto lascia tracce anche nelle rotte del petrolio…