Addio allo SPID, cosa cambia nel campo dell’identità digitale: cosa aspettarsi dal futuro.
L’Italia si prepara a fare dei passi avanti nell’ambito della tecnologia e, in particolar modo, nel campo dell’identità digitale. L’esigenza è quella di puntare su strumenti più sicuri, accessibili e centralizzati. Proprio in questa direzione si inserisce l’intervento del sottosegretario Alessio Butti davanti alla Commissione parlamentare per la semplificazione. Il sottosegretario ha delineato il futuro dei rapporti digitali che legano la Pubblica Amministrazione e i cittadini.
L’attenzione si è concentrata in particolar modo sull’applicazione IO e sull’evoluzione del portafoglio digitale IT-Wallet, che promette di rivoluzionare il modo in cui ci identifichiamo, fisicamente online. La volontà è quella di superare progressivamente lo SPID in favore di sistemi più sicuri e gestiti direttamente dallo Stato, come la CIE (Carta di Identità Elettronica). Parallelamente, cresce il ruolo della patente digitale, che presto acquisirà un valore giuridico equiparabile a quello della carta d’identità, diventando un documento a tutti gli effetti per l’accesso ai servizi pubblici e privati.
L’IT-Wallet, introdotto sull’app IO a dicembre 2023 nella sezione Documenti, è stato concepito per semplificare i rapporti tra cittadini e amministrazione. La funzione di questo strumento va ben oltre l’archiviazione, si tratta di una vera e propria estensione digitale dell’identità personale. Al suo interno sono già disponibili in formato digitale patente di guida, tessera sanitaria, tessera europea di assicurazione malattia e carta europea della disabilità. Gli utenti hanno risposto con grande entusiasmo.
Con questo strumento, stando a quanto riferito da Butti, l’Italia ha anticipato le tempistiche dell’EU-Wallet. Questo strumento è atteso a livello europeo nel 2026, ponendosi come uno dei paesi più avanzanti nell’adozione di strumenti di identificazione digitale integrata. Il prossimo passo sarà l’introduzione della funzione “Entra con wallet”, che permetterà di autenticarsi ai servizi della Pubblica Amministrazione senza passare per SPID.
La novità più interessante, almeno per il momento, riguarda la patente: non potendo ancora integrare ufficialmente la carta di identità nell’app, la patente assumerà un valore equipollente, ovvero legalmente equivalente, nei contesti in cui è richiesta un’identificazione personale. Questo include sia i controlli da parte delle forze dell’ordine sia l’accesso a pratiche burocratiche e servizi pubblici o privati.
A rafforzare questa transizione è anche la possibilità, prevista dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), di abilitare soggetti privati come provider, ampliando così il sistema in modo inclusivo e dinamico. Dunque, il futuro dello SPID sembrerebbe ormai segnato.
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