Trans brasiliana aggredita dalla polizia locale a Milano: agenti accusati di falso

Per i pm che hanno indagato sul caso della brasiliana trans aggredita a Milano lo scorso maggio da alcuni di agenti della polizia locale, indagini chiuse, i vigili hanno dichiarato il falso

L’inchiesta che ha coinvolto Bruna, la 42 anni transgender di origini brasiliane, è chiusa. La donna era stata aggredita con calci e manganellate lo scorso 24 maggio 2023 da un gruppo di agenti della polizia locale nei pressi dell’Università Bocconi di Milano.

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Bruna, trans brasiliana aggredita a Milano da un gruppo di agenti della polizia locale. Caso chiuso (free.it)

Il pubblico ministero Giancarla Serafini, responsabile del fascicolo insieme alla procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano, hanno notificato la conclusione delle indagini preliminari a tre dei quattro poliziotti identificati come autori del pestaggio ai danni della 42enne. L’identificazione è avvenuta anche grazie al video diventato virale sui social che testimoniò quando avvenne quel giorno per strada.

Trans brasiliana aggredita a Milano: accusati di “falso” gli agenti

I tre vigili della municipale di Milano sono accusati in concorso di lesioni personali aggravate dall’abuso della funzione pubblica. Ma non finiscono qui le accuse perché due dei 4 agenti sono indagati anche per falso in atto pubblico perché, stando a quanto accertato dalla Procura di Milano, nelle note di servizio sull’intervento di quel giorno (24 maggio 2023) avrebbero scritto il falso, ovvero ricostruito la vicenda offuscando la realtà dei fatti.

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Trans brasiliana aggredita da vigili a Milano. Indagini chiuse, accusati di falso gli agenti  (ansa) free.it

Infatti, in quell’occasione i poliziotti avevano dichiarato che erano arrivati sul posto per aiutare un collega che aveva allertato la centrale operativa con una richiesta di aiuto per gestire una persona ritenuta “molesta”, ovvero la 42enne brasiliana Bruna. Secondo quanto hanno poi raccontato gli agenti e ripreso da Open, la donna “mostrava nudità in presenza di donne e bambini e urinava davanti a tutti” e, dopo essere stata accompagnata in macchina per essere trasferita in caserma, avrebbe dato pesanti testate contro i finestrini dell’auto d’ordinanza “ferendosi il capo che sanguinava”.

E, sempre secondo la ricostruzione fatta dai poliziotti, la transgender avrebbe anche finto un malore durante il percorso in auto verso la caserma con l’obiettivo di tentare di fuggire dalla macchina. Ma la seguito delle attività investigative sul caso, la dinamica dei fatti raccontata dagli agenti viene bocciata come falsa nell’avviso di chiusura delle indagini.

Le indagini degli inquirenti

Dalla parte opposta degli agenti profila l’attività investigativa degli inquirenti che hanno ricostruito la vicenda secondo un attento lavoro di indagini, arrivando a stabilire che la dinamica esposta dai tre poliziotti fosse totalmente falsificata dagli stessi.

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L’arresto di Bruna, la trans aggredita dai vigili di Milano (Immagine Rete)

Infatti, la ricostruzione degli inquirenti stabilisce che uno dei tre agenti avrebbe sbattuto a terra la donna per poi spruzzarle in viso lo spray urticante in dotazione, e questo nonostante la 42enne fosse in posizione di resa. Poco dopo, un secondo agente avrebbe spinto la donna conto una recinzione li vicino bloccandole le spalle.

Una volta immobilizzata, il terzo agente l’avrebbe colpita con il manganello prima alla testa e poi al fianco sinistro. La Procura di Milano ora potrebbe chiedere il rinvio a giudizio dei tre poliziotti. I tre vigili, dal loro punto di vista, hanno sempre ribadito di aver scritto la sola e unica verità nella relazione inviata subito dopo al Comando con la dinamica dei fatti. Ignorando che alcuni cittadini, nel frattempo, stavano riprendendo la scena dall’alto con il cellulare.

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