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Calcio in lutto, è morto Carlo Mazzone. Le sue perle: da Totti alla corsa contro tifosi Atalanta

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Alessandro Artuso

Carlo Mazzone è morto e il mondo del calcio piange un allenatore unico che ha sempre fatto parlare di sé. Dalla scoperta di Totti al famoso 3-3 fra Brescia e Atalanta. 

L’ex allenatore di Brescia e Roma è morto all’età di 86 anni: famose le sue battute diventate virali sui social, nonostante all’epoca non fossero ancora presenti. Carlo Mazzone muore e il mondo del calcio piange per la sua morte.

Carlo Mazzone è scomparso all’età di 86 anni, le sue gesta dalla panchina sono memorabili (ANSA)

Si tratta di un allenatore che vanta un record di panchine in Serie A: 792 ufficiali, 797 se si contano invece gli spareggi. Nel 2019 gli è stata intitolata la tribuna Est dello stadio “Cino e Lillo Del Duca” di Ascoli Piceno, sempre in quell’anno l’inserimento nella Hall of Fame del calcio italiano.

Mazzone è morto, calcio in lutto

Carlo Mazzone allenò la Roma dal 1993 al 1996 e lanciò in prima squadra (da titolare) un esordiente e giovanissimo Francesco Totti. Nella sua carriera diverse e importanti esperienze sulle panchine di Bologna e Brescia: ebbe anche la possibilità di allenare Roberto Baggio.

Ma non finisce qui perché ebbe modo di allenare Napoli, Perugia, Cagliari e per ultimo il Livorno (2006). In carriera allenò per lungo tempo l’Ascoli dal 1968 al 1984, pur avendo qualche altra piccola parentesi. Fra i giocatori allenati anche Pep Guardiola, attuale tecnico del Manchester City.

Carlo Mazzone all’epoca dei tempi del Brescia (ANSA)

E proprio nella Capitale, inoltre, Mazzone ha infatti incantato: originario di Trastevere, ma con grandi sogni nel cassetto. In carriera ebbe modo di allenare anche altre piazze come Catanzaro, Fiorentina, Lecce e Pescara.

Fu Mazzone a far esordire Francesco Totti, per la prima volta da titolare, il 15 dicembre 1993. Er Pupone fu lanciato nella mischia, proprio negli 11 iniziali, durante la gara di Coppa Italia contro la Sampdoria.

Il cordoglio dei club

Il Bologna ha salutato il mister che sedette sulla panchina durante la stagione 1985-86 in Serie B e anche nel 1998-99 ricordata con la semifinale di Coppa Europea. “Con lui abbiamo vissuto il gusto genuino del calcio: è stato un grande professionista, ma sapeva parlare a tutti come uno di famiglia“, si legge nel post pubblicato dal club emiliano.

Anche la Roma ha pubblicato un messaggio per il tecnico di tante sfide affrontate fra stadio Olimpico e le tante trasferte in giro per l’Italia. “Ciao Mister. Ti vorremo sempre un bene immenso, Forza Roma“, si legge nel messaggio social rilanciato dai giallorossi. 

Anche la Fiorentina e il presidente Rocco Commisso hanno espresso grande dolore per la scomparsa di Carlo Mazzone. “Esprimiamo le più sentite condoglianze ai suoi familiari“, recita un post su X.

Da Totti alla corsa durante Brescia-Atalanta

E proprio la sua immagine iconica della corsa sotto la curva avversaria, dopo il 3-3 fra Brescia e Atalanta, diventò un’immagine che ancora oggi fa accapponare la pelle a molti tifosi dei due club (e non solo).

Sfogò la sua rabbia dopo tanti insulti ricevuti, la promessa e poi la corsa sfrenata sotto il settore ospiti pieno di bergamaschi per il derby lombardo. Le immagini di quella corsa resteranno indelebili nella memoria dei tifosi.


Proprio durante il derby contro l’Atalanta, infatti, il gol del 3-3 (30 settembre 2001) scatenò la gioia incontenibile del tecnico. Mazzone spiegò in seguito di essersi diretto verso il settore ospiti, con così tanta foga, a causa delle “offese fatte a mia madre, a Roma quelle parole sono una cosa molto grave“, ribadì in una intervista.

Grande rapporto anche con Guardiola che gli dedicò la vittoria della Champions League (da allenatore), avvenuta nel 2009 contro il Manchester United, proprio a Roma. Mazzone ha spesso ricordato l’aneddoto commovente. Qualche giorno prima della finale, giocata a Roma nel 2009, Guardiola in persona chiamò in casa ad Ascoli, rispose dall’altra parte della cornetta il nipote di Mazzone.

Mister, sono davvero Pep. Volevo invitarla alla finale“, ribadì Guardiola.  “Pep, ma tu tra quattro giorni giochi la finale di Champions e pensi a me? Sì, mister: penso a lei e la voglio in tribuna. Ci andai e lui vinse“, concluse Mazzone.

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