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Lifestyle

Demenza senile, come riconoscerla in tempo: il segnale inequivocabile

Published by
Andrea Desideri

Demenza senile, i casi sono sempre maggiori e in aumento: il motivo di questa crescita esponenziale sarebbe correlato a un segnale preciso.

L’età che avanza è un privilegio che porta con sé degli oneri ben precisi, non solo a livello emotivo ma anche sul piano fisico. I cosiddetti acciacchi fanno parte del pacchetto riguardante la porzione di vita che si sta affrontando, ma il punto è un altro: quando da acciacchi le patologie diventano croniche? Qui entra in gioco il ruolo – importantissimo – della prevenzione.

Demenza senile, come riconoscerla in anticipo (ANSA)

Dalla demenza senile, ad esempio, può scaturire l’Alzheimer: non c’è alcuna correlazione fra le due cose, nel senso che non è scontato che succeda. Le avvisaglie, però, ci sono. A questo punto – secondo gli esperti – è possibile stabilire con certezza quando si è più soggetti a demenza: i segnali li manderebbe addirittura il fisico.

Demenza senile, come riconoscerla attraverso il fisico

Uno studio australiano, della Edith Cowan University, indica chiaramente che alla base della demenza senile ci sono avvisaglie di tipo fisico. Dopo i 50 anni aumenta inesorabilmente il tessuto adiposo che prende il posto di quello muscolare. Una situazione come questa potrebbe cambiare anche il sistema nervoso: vale a dire che i movimenti che si facevano un tempo, a causa dell’invecchiamento del tessuto neuronale, non riescono più come prima.

I primi segnali di demenza sul fisico (ANSA)

La mancanza di forza, in primis, non è solo un segno di debolezza. Si tratta anche di un’avvisaglia che c’è qualcosa che non va. Chi non riesce a districarsi abilmente nei movimenti fini, detti propriamente così perchè indicano la facoltà di fare attività più minute, probabilmente è più incline alla demenza senile e ha bisogno di un controllo per evitare ripercussioni.

Un calmiere a questa situazione è possibile metterlo grazie all’attività fisica. L’esercizio corrobora anche la mente. Pertanto conservare una buona dose di impegni che stimolano i tessuti – fisici e mentali – fa guadagnare longevità e resistenza alla parte fisica ma anche e soprattutto sul piano mentale. Inoltre, come raccomanda lo studio, un check-up completo periodico aiuta ad avere un quadro della situazione più ampio, per capire eventualmente come e dove intervenire.

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