Vacanze, utopia che viaggia sull’onda dell’inflazione: i prezzi aumentano e diminuiscono le possibilità. I nuovi riferimenti.
Vacanze intelligenti era il tormentone che una volta anticipava l’estate, ora si parla di vacanze possibili perchè le ferie sono necessarie ma non sempre a portata di mano. Mettere in conto di riposarsi – inteso come poter fare una vacanza dove l’unica cosa che conta è staccare la spina – è diventato un lusso.
In parte c’entra l’inflazione e un ruolo fondamentale ce l’hanno i rincari, ma la colpa è soprattutto relativa alla volontà spropositata di viaggiare e recuperare il tempo perduto dopo anni pandemici che non hanno consentito appieno determinate attività. La domanda è aumentata, non le possibilità, e l’offerta si adegua per cercare di rientrare sui costi.
Purtroppo, però, è un cane che si morde la coda: i prezzi sono più alti e la gente non parte, i turisti mancano e l’industria turistica arranca. Non rimane che ripiegare sui soggiorni brevi, ma anche in questo caso c’è poco da festeggiare. Se prima il breve periodo era la panacea di tutti i mali, ora è l’ultimo rifugio prima dell’astinenza: rappresentata con l’unica e sola possibilità di stare a casa sul divano guardando Netflix per due settimane.
Abbonarsi in streaming ha comunque un costo, ma non è paragonabile a una pensione completa o mezza pensione se si è un minimo di 4 persone. I numeri parlano chiaro: l’aumento vertiginoso degli ultimi anni ha portato a un sovrapprezzo medio di 800 euro a famiglia. 10% in più rispetto allo scorso anno, senza contare le spese extra: significa aperitivi e costi aggiuntivi che inglobano anche il trasporto. Si va dall’8 al 15%.
Una maggiorazione che porta in totale al 25% in più di oneri per mettere insieme una vacanza decente. Non si sta parlando, infatti, di costi extra-lusso. Lì andiamo a toccare cifre astronomiche che possono permettersi forse soltanto un certo tipo di personalità, le stesse che vediamo su Instagram e invogliano chiunque a partire facendoli restare, successivamente, a bocca asciutta.
Secondo Federconsumatori, quest’anno, avrà la meglio chi farà una politica alberghiera più concorrenziale. È finito il tempo del pienone: stavolta il boom la fa la “disperazione”, in molti vorrebbero andare in vacanza ma non possono farlo. Gli introiti arriveranno per chi vorrà concedere questa possibilità senza tirare troppo la corda: le sedie sdraio basculano e non solo per via delle temperature.
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