Agenzia delle Entrate, al via i controlli fiscali: gli accertamenti sono una consuetudine nel periodo di dichiarazione. Chi rischia di più.
Agenzia delle Entrate nel pieno del lavoro che anticipa la stagione estiva: quello che prevede l’analisi delle dichiarazioni dei redditi. Documenti che attestano entrate e uscite di ciascun contribuente atte a determinare il tipo di tasse da pagare e la percentuale d’imposta da elargire allo Stato. Esistono varie tipologie di pagamento: si può saldare in un’unica soluzione oppure a rate, ma prima c’è il controllo.
Vanno inviati i moduli compilati o pre-compilati entro una data certa. Successivamente scattano i controlli: si procede prima per congruenza. Verificare se quanto compilato è arrivato nel modo corretto. Successivamente si bada alla corrispondenza: ovvero se quanto dichiarato corrisponde effettivamente con entrate e uscite finanziarie di una data persona.
Nel momento in cui qualcosa non torna, si passa immediatamente alla fase analitica: vengono comunicati accertamenti e diseguaglianze da colmare. A quel punto la palla, idealmente, passa all’utente che deve decidere cosa fare. In questo, che è il capitolo riscossioni, ci sono diverse possibilità: nella sanatoria fiscale targata Meloni, a seconda delle pendenze, si può pagare a rate oppure ci si accorda su una soluzione condivisa di saldo, stralciando un determinato tipo di cartelle.
Questo aspetto viene evidenziato nel momento in cui i sospesi con lo Stato sono di natura elevata: oltre le soglie previste. C’è un tetto entro cui rimanere, se le pendenze sforano allora si cercano soluzioni alternative per rientrare delle mancanze. Questo iter fa sì che i controlli non siano soltanto una formalità, ma una vera e propria presa di coscienza. Alla fine conta la disponibilità del contribuente a rimettersi in pari.
O – meglio ancora – cercare di stare nei ranghi. Ultimamente sempre più serrati. Ecco perchè poi il taglio delle tasse non diventa un obbligo, ma rimane una profonda necessità. Il Governo sta cercando di tagliare il superfluo, ma nell’anno dei rincari non è semplice. Fare da raccordo tra politica ed economia è la parte più annosa che passa (anche) dalle dichiarazioni: un punto e a capo che non sempre basta. Da cui, però, è impossibile prescindere.
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